Di Stefania Supino
Poeta per vocazione e gallerista di professione, classe ’67, Matteo Boetti nasce a Torino e vive la sua vita in giro per il mondo, tra alcune delle più famose città d’arte. Il padre, Alighiero Boetti, è stato uno degli artisti più apprezzati del secondo Novecento, la madre, invece, è stata una curatrice d’arte e scrittrice. Lui si definisce «un poeta prestato al mondo dell’arte», CollAge è la sua settima galleria d’arte e la seconda aperta a Todi.
Passioni «Mio padre nel 1974 comprò una casa a Romazzano, vicino Todi, e io nel 2009 ho deciso di trasferirmici con l’intenzione di cambiare vita e dedicare il mio tempo all’oliviocoltura e all’allevamento di cavalli – racconta Matteo Boetti a Umbria24 – ma pochi anni dopo, precisamente nel 2013, insieme a un mio amico abbiamo aperto la nostra prima galleria d’arte in Umbria, a Todi, la BiBo’s Place». Il gallerista racconta che la BiBo’s Place chiuse nel 2019 e successivamente ne aprì un’altra, sempre a Todi, la CollAge – composizione di due parole, collection e storage – in cui espone opere di artisti provenienti da diverse parti del mondo: «Pochi artisti umbri, 1 artista su 10 che espone nella mia galleria è umbro, la maggior parte sono americani, russi e scozzesi» dichiara Boetti. All’interno della galleria non c’è distinzione di arte, sono esposte opere artistiche di diverso genere perché come dichiara il gallerista: «La tecnica è irrilevante, il mio scopo è quello di vendere un sogno. Espongo opere che hanno un pensiero e il cliente non comprerà un oggetto ma l’anima dell’artista – e prosegue – ignoro il mio gusto all’interno della galleria ma mi impegno a fare un lavoro storico – critico che abbia un senso anche nel corso degli anni. Il mio obiettivo è esporre opere che hanno a che vedere con quello che sta succedendo nel tempo presente».

Inaugurazione Sabato 27 aprile si terrà l’inaugurazione dei sei spazi della galleria CollAge, a Todi in via duomo, che ospiterà una doppia personale di Giacinto Cerone e Marino Ficola, in occasione dei vent’anni dalla morte del primo. Giacinto Cerone è stato uno scultore che nel corso della sua vita ha sperimentato la sua arte attraverso diversi materiali, morto prematuramente nel 2004. Per l’occasione sabato verranno esposte anche le opere di Marino Ficola, artista e scultore umbro. La mostra, curata da Matteo Boetti, vuole accostare questi due artisti formalmente distanti ma con peculiarità poetiche affini. La doppia personale sarà ad ingresso gratuito e si svolgerà dalle 12 alle 18.
