Nel trentesimo anniversario della pubblicazione di “Il Ballo di San Vito” (1996), Vinicio Capossela porta a Castiglione del Lago, all’interno di Moon In June il 21 giugno nel suggestivo scenario della Rocca Medievale (ore 21), un concerto speciale che ne ripercorre l’esecuzione integrale. Un nuovo grande ospite del festival che si inserisce quindi affianco ai Negrita e a Daniele Silvestri annunciati in precedenza.
“Più che un disco, Il Ballo di San Vito è stato una vicenda” spiega il cantautore. Una storia nata tra le città e le statali fangose della pianura, sospinti nel paese come in un grande flipper. Non è solo un anniversario: è piuttosto un’occasione per rimettere in circolo quelle canzoni, come si riapre una pista da ballo rimasta chiusa troppo a lungo. La sovversione su ruote di quel disco — dopo avere attraversato guard rail, periferie dell’animo e accolite di rancorosi — finiva sulle rive del Po con “Il tanco del Murazzo”, sulla cui banchina si sollevava il grande tacchino d’oriente: una visione che avrebbe generato due anni dopo “Live in Volvo” e, qualche stagione più tardi, “Ovunque Proteggi”. Il disco, inciso tra Bologna e altre case temporanee, vedeva la partecipazione di musicisti d’eccezione, tra cui il chitarrista Marc Ribot, qui alla sua prima collaborazione con Capossela.
Per il concerto di Castiglione del Lago l’idea è quella di riportare sul palco l’intero “Ballo di San Vito”, lasciando poi spazio ad altri dischi che quest’anno sono toccati da anniversari importanti. Perché “Il Ballo di San Vito” non è mai stato un disco da ascoltare seduti. L’infiammazione che l’ha generato costringe al movimento. Del resto, anche dopo trent’anni, il muschio non si è formato sopra il sasso. Prevendite attive su ticketone.
