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di Danilo Nardoni Brunori sa. Sa come ammaliare il suo fedelissimo pubblico e anche quello che si avvicina solo ora alla sua musica e alla sua poetica. Proprio come la sua, ormai imminente, trasmissione televisiva ‘Brunori sa’, programma che andrà in onda dal 6 aprile su Rai 3 a dimostrazione di quanto la sua popolarità e soprattutto la sua credibilità come artista stia crescendo sempre più. Un figlio di questi tempi ma che in questi tempi non ci si ritrova è Dario Brunori, uno che è «a cavallo tra passato e futuro e a disagio con entrambi». Uno che «si divide ogni giorno con l’illusione vana di rimanere integro». Tra la salsiccia e il ramen, tra il nonno in Calabria e il nipote a Milano. E un po’ un nonno vestito da giovane, ma come del resto lo sono tutti quelli che iniziano ad andare un po’ in la con gli anni. E a volte, come canta lui stesso, basta però una canzone a ricordarti chi sei. E Brunori lo ricorda a se stesso e lo ha fatto ricordare alle mille persone che hanno gremito il teatro Lyrick di Assisi lo scorso 14 marzo. Ci ha messo intelletto, sentimento e ragione su quel palco, proprio come le sue “ombre” che hanno fatto capolino anche visivamente durante il concerto-spettacolo. ‘Brunori a teatro – canzoni e monologhi sull’incertezza’ si è dimostrato infatti unico nel suo genere, perché fatto di musica e argute riflessioni, prendendo come spunto lo stile del teatro-canzone e della standup comedy. Insieme alla sua storica band, Brunori ha alternato ai brani cantati intermezzi parlati, descrivendo il mondo contemporaneo col suo stile inimitabile che coniuga profondità con leggerezza, sacro con profano, malinconia con simpatia, e lo sguardo lucido e sentimentale che caratterizza la sua poetica. Un percorso tra il riso e il pianto, dove l’unica certezza è, appunto, l’incertezza. ‘Brunori a Teatro’ è tutto uno spettacolo sull’incertezza, perché si lega perfettamente alla tematica della paura che è quella dell’album ‘A casa tutto bene’. In un’epoca “liquida” in cui il futuro è un’incognita, come l’ha definita il filosofo Bauman che gli ha ispirato ‘La vita liquida’, Brunori analizza le piccole grandi incertezze quotidiane e le collega poi ai temi peculiari di ciascuna canzone, con le certezze che si sono via via frammentate e liquefatte nella nostra epoca. Incertezza e paura, insomma, vanno a braccetto per tutto lo spettacolo. Ma quelle di Brunori sono canzoni anche per esorcizzare la paura. «Solo la morte, alla fine, ci emancipa dall’incertezza. Perciò eliminate dalla vostra vita tutto ciò che è vita» sono le parole finali del cantautore. Un finale provocatorio, di uno che sa. Ma che a pensarci bene ci ricorda proprio chi siamo e verso quali direzioni non dobbiamo andare. foto di Andrea Adriani

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