Balla la terra torna a Preci. Dal 25 al 27 maggio largo al festival di musica e cultura tradizionale organizzato dal Comune del borgo terremotato, in collaborazione con il Cedrav e l’associazione Sonidumbra (progetto e direzione artistica), diventato ormai l’appuntamento fisso per incontrare musicisti, cantori, suonatori e tutto gli appassionati alle vecchie e nuove tradizioni. Ma quest’anno la manifestazione si rinnova con un’edizione ricca di presenze e novità: la nuova prospettiva e nuova offerta culturale volge lo sguardo ai percorsi e itinerari musicali che partono proprio dalla cultura del luogo con i Piantamaggi della valle Castoriana per aprire alle musiche che si legano alle feste e ai rituali intorno ai numerosi Maggi tradizionali.
Balla la terra torna a Preci dal 25 al 27 maggio Gli itinerari da tracciare saranno dunque molti, considerando la presenza di ritualità delle feste primaverili e dell’albero innalzato, comune in tutta Europa. Nel 2018 partiremo dal territorio, aprendo per la prima volta alle composizioni di ballate che ci parleranno proprio degli Appennini, dei suoi santi, e dei suoi incanti. Solcheremo le terre del Centro Sud con le loro danze, e con le loro particolari sonorità alternando momenti squisitamente tradizionali a momenti di contaminazione e sperimentazione. Ma il vero nuovo omaggio all’albero verrà proposto evocando le sonorità legate a strumenti della cultura di area celtica come cornamuse, arpe e bodhran. Le antiche feste in onore di Beltan, con alberi piantati e fuochi di primavera, vivono oggi in festival rievocativi come il vicino Montelago celtic festival di cui abbiamo chiamato le formazioni più rappresentative nei differenti approcci ai repertori. Un modo per tracciare, stendere il filo che lega il nostro albero piantato e le nostre derivazioni regionali (Ceri, Cantamaggio tradizionale, Cantamaggio ternano, Calendimaggio) con le nuove musiche che troveremo intorno ai molti Maggi piantati nel vecchio continente.
Stage pratici, mostre e stornellate Cuore di Balla la terra rimane sempre la possibilità di diventare protagonisti partecipando agli stage pratici, agli approfondimenti, alle mostre, ai concerti, alle stornellate, alla rassegne dei gruppi di maggiaioli e alle officine, sorta di laboratori tradizionali dove tutti possono ritrovare il gusto alla partecipazione attiva nelle forme musicali tradizionali della nostra cultura: saltarello e stornelli, ballo. La presenza sempre cospicua di artigiani costruttori di strumenti (organetti, fisarmoniche, zampogne, tamburelli, chitarre, mandolini, percussioni) insieme ad una rappresentanza di editori umbri, arricchisccono l’offerta culturale del festival di Preci che propone per tre giorni un’immersione totale nel mondo del popolare. Il piccolo borgo riparte dalle sue tradizioni e dai suoi rituali come valore culturale da condividere con tutti quei luoghi distanti e lontani nel tempo che condividono la stessa energia del tagliare, abbattere, trasportare, innalzare con le tante musiche di festa da scoprire.
