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venerdì 7 maggio - Aggiornato alle 21:13

Anemones, nuovo video per Augustine: quel ‘fiore del vento’ che anticipa l’album della cantautrice

Sonorità e voce eteree per Sara Baggini che, dopo l’altro singolo Pagan, prosegue il suo progetto artistico ‘Proserpine’ con la collaborazione de La Cura Dischi e I Dischi del Minollo

Anemones, il nuovo video di Augustine

di D.N.

Anemones, il nuovo video di Augustine anche questa volta diretto da Francesco Biccheri uscito il 7 aprile, è come annunciato un vero e proprio “sprazzo di luce”. In tutti i sensi. Insieme con Pagan, pubblicato a gennaio, i due singoli anticipano quindi il nuovo album della cantautrice, Proserpine, in uscita il 16 aprile per I Dischi Del Minollo. A tre anni dal precedente ‘Grief and Desire’, Sara Baggini, in arte Augustine, si scosta dal dream pop iniziale per raggiungere nel nuovo album – prodotto da Fabio Ripanucci con la collaborazione di Daniele Rotella presso La Cura Dischi di Perugia – sonorità più vicine al dark folk.

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Anemones Mentre Pagan – quasi una danza macabra – ben rappresenta l’andamento generale del disco, Anemones ne svela l’altra faccia, aprendo lo scenario ad un fugace sprazzo di luce, dove immagini e melodie ritrovano una dimensione eterea, seppur sempre velata di profonda malinconia. La figura della dea è posta nella sua dualità di dea degli inferi e dea legata alla primavera e alle messi: morte e rinascita, due temi chiave dell’intero album. Anemones è il culmine della stagione di rinascita. Secondo il mito, gli anemoni sono fiori nati dal sangue del morente Adone, amato da Proserpina, dea latina dell’oltretomba; da qui, il significato simbolico che gli anemoni hanno acquisito nel tempo e che il brano esprime: abbandono. Il nome deriva dal greco antico e significa “fiore del vento” ed il vento è presente nella traccia come suggestione dell’effimero. Augustine è qui una creatura leggiadra, un’apparizione perfettamente incongrua nei gesti quotidiani che compie, rispetto allo scenario naturalistico che la accoglie. La giornata si apre e si chiude in una perfetta solitudine, come la precedente e la successiva – o forse come nessuna, intrappolata in un sogno ricorrente – consegnando pensieri, parole ed amore, la musica stessa, a nient’altro che il vento. La regia, fotografia e montaggio del video sono a cura di Francesco Biccheri. Scenografie di Antonio Rossi, ceramiche di Maria Diletta Rondoni. Assistente di scena, Erica Landi.

Disco in arrivo Le atmosfere dense e cupe ricalcano le tematiche del disco, dove la cantautrice veste simbolicamente i panni della dea latina dell’oltretomba, Proserpina, per compiere un viaggio introspettivo, un simbolico precipitare nell’Ade, una morte psicologica con le sue piccole rinascite. Lo spunto autobiografico intimamente sofferto viene trasceso fino a toccare realtà occulte, più profonde ed insondabili. La narrazione musicale segue lo svolgimento del mito, avvalendosi di alcune simbologie cruciali, come il melograno. Nel disco, oltre a Sara Baggini, suonano anche Fabio Ripanucci, Daniele Rotella, Massimo Margaritelli, Niccolò Franchi, Francesco Federici.

Sara Baggini Cantautrice, produttrice e poli-strumentista, compositrice fin dalla prima adolescenza, si trasferisce da Sondrio a Perugia all’età di 19 anni, per frequentare l’Accademia di Belle Arti, dove si laurea in Pittura presso il corso del prof. Sauro Cardinali. Dopo l’esordio nel 2010 con One Thin Line, e parallelamente ad alcune collaborazioni per formazioni elettroniche quali Alas Laika e Other Us, sceglie lo pseudonimo di Augustine, tratto dal nome dell’isterica, protagonista del saggio di Georges Didi-Huberman L’invenzione dell’isteria, poiché la paradossale condizione dell’isteria è assunta dall’autrice come paradigma del fare artistico, specialmente in quanto legato ad una complessa e problematica sensibilità femminile. Nel 2018 pubblica Grief and Desire, una sorta di romanzo autobiografico musicale, ben accolto dalla critica malgrado il carattere fortemente indipendente. Nel 2020 comincia a lavorare al nuovo album, Proseprine, che uscirà il 16 aprile 2021 per I Dischi del Minollo.

Francesco Biccheri Nato a Gubbio nel 1980, durante il corso di pittura all’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, studia fotografia in camera oscura e video arte. Terminati gli studi, abbandona completamente la pratica della pittura, per dedicarsi alla fotografia (analogica e digitale) e al video, sia professionalmente che come forma d’arte. Partecipa a varie mostre e festival, come “Luoghi d’osservazione 7” a Lerici (SP) nel 2008, “II mostra internazionale di arte giovane” a Mosca (Russia), “Loop Festival” di Barcellona (Spagna) nel 2010, finalista al “Celeste Prize” nel 2010, “Dedalo” a Palazzo Penna (Perugia) nel 2011 e a Tubingen (Germania) nel 2013, “Tell mum everything is ok” a Palazzo Penna (Perugia) nel 2013. Vive e lavora tra Gubbio e Firenze. Tra i suoi videoclip possiamo ricordare: Moka – Pat Pend (finalista al PVI 2008), Lontano da qui – Matta Clast (2011), Psychedelic Sally – Lil Cora & The Soulful Gang (2014), Superman – Radiolari (2014), Pane e Coniglio e Questo è il paese delle meraviglie – Le Idi di Maggio (2014-2015), La parte migliore – Maverik (2016), Marci – Le Lune Storte (2017), Augustine (secondo premio al VIC 2019), Hibiscus, In the Mountains e Pagan – Augustine (2018-2021).

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