di Danilo Nardoni
Cinque anni fa pochi ci credevano. Cinque anni prima era nato l’Urban, inaugurando una nuova stagione di live club a Perugia e in Umbria. Quindi i dubbi di molti erano quelli più evidenti: ci sarà spazio nella nostra regione per un secondo locale dedicato alla musica dal vivo? La risposta arriva oggi, dopo cinque anni di concerti, 300 in totale, serate importanti e una credibilità conquistata sul campo e riconosciuta da artisti e addetti ai lavori. Dopo il decennale dell’Urban, celebrato proprio la scorso 5 gennaio, anche l’Afterlife si appresta quindi a festeggiare un traguardo importante, quello dei cinque anni di attività: sabato 14 gennaio la serata nel Live Club situato nella zona industriale di Balanzano a Ponte San Giovanni sarà caratterizzata dalla presenza del duo blues-garage The Cyborgs e, in apertura, dal giovane talento locale JM.
Grande capienza «Sembra ieri che abbiamo iniziato, abbiamo ancora la “giacca da lavoro” sporca di gesso e vernice» affermano i tre giovani soci Daniele (direzione artistica), Mattia (amministrazione) e Damiano (gestione del bar) che aggiungono: «Ci piace citare anche Simone che è il fonico del locale dall’inizio della nostra avventura e ormai è un socio fittizio acquisito per diritto di vecchiaia». Tutto è partito da «una follia alimentata da una grandissima passione per la musica. In fin dei conti di “folli affamati” ne esistono ancora anche nel nostro bel Paese, non solo all’estero». Con questa stessa passione hanno puntato subito in alto, fin dall’inizio, mettendo in piedi il live club con più capienza dell’Umbria: «Siamo fortemente onorati di questa cosa, è stata fin da subito la nostra scelta di base e continuiamo a credere nel nostro progetto».
Cose belle e difficoltà Dopo 5 anni di serate e di live per l’Afterlife è arrivato anche il tempo dei bilanci, tra bei ricordi ma anche difficoltà. «Sicuramente è un ottimo risultato – affermano – e siamo fieri di essere quello che siamo ad oggi. È stato sicuramente un lavoro duro e impegnativo ma siamo riusciti a tenere botta a diverse situazioni che avrebbero scoraggiato in molti. Prima di tutto agli addetti ai lavori: ci sono ancora oggi agenzie di booking con cui non riusciamo ad intavolare trattative per via della loro politica aziendale, ovvero “vuoi quell’artista? Allora mi devi fare altri 10 concerti di artisti del mio roster”. La territorialità del mercato è molto importante nel nostro settore perché è ovvia considerazione che il pubblico di città come Milano, Roma o Bologna ha una vastità numerica e di preferenze musicali che a Perugia non può essere riscontrabile. Noi sappiamo chi siamo, dove viviamo e conosciamo il pubblico che ci frequenta, dovremmo poter scegliere senza problemi gli artisti più adatti al nostro locale. Le cose belle? Di sicuro i sorrisi e gli apprezzamenti degli artisti che hanno calcato il nostro palco e di tutto il nostro pubblico».
Oltre 300 live Intorno ai 300 live. Un numero veramente importante e di band di tutti i livelli. Il palco dell’Afterlife in questi anni è stato molto attivo. «Di concerti ce ne sarebbero da citare tantissimi, per svariati motivi e sfumature – affermano Daniele e compagni – ma dovendo proprio scegliere rimaniamo in Italia con Max Gazzè (2012), Subsonica (2014 e 2016) e Negrita (2016): tre artisti che rappresentano l’eccellenza della musica italiana in tutto il mondo». Anche per le serate a marchio Afterlife tracciano un bilancio positivo: «Sicuramente, senza ombra di dubbio, siamo orgogliosi di essere stati i primi in Umbria e in Italia a scommettere sull’organizzazione delle serate format su scala nazionale. Per citarne alcune Random, Twist and shout, We love 2000 per poi passare alle nostre produzioni con Bounce, I live 80’s, Pigiama Party». Non dimenticano però anche tutte le serate che hanno dedicato ai gruppi emergenti del territorio: «Riuscire a realizzare una serata con band sconosciute alle masse con una partecipazione incredibile di pubblico fino a picchi di 500 persone è sicuramente motivo di grande soddisfazione per gente come noi che ancora crede nella musica».
Il pubblico Il pubblico di oggi di un live club, per i soci dell’Afterlife, è nettamente e profondamente diverso da quello di 15 anni fa. «A quel tempo – osservano – non avevamo le risorse tecnologiche di oggi, avevamo fame di concerti, di live, di gruppi inediti perché non c’erano social network, youtube e altre piattaforme a permetterci di ascoltare ogni tipo di musica in ogni luogo. Perciò si andava nei locali anche per scoprire nuove cose, per soddisfare la curiosità e la necessità di socializzare con gente nuova. Oggi si può ascoltare un gruppo svedese misterioso semplicemente con un click. Tutto ciò per assurdo ha comportato due risvolti negativi: il primo è che si è persa la voglia di ricerca e di musica inedita perché la tecnologia crea risorse ma al tempo stesso un marasma e confusione di informazioni, pertanto la maggior parte degli utenti viene “guidata” verso ascolti di massa su artisti virali (andando a perdere inconsciamente libertà di ascolto). Il secondo risvolto è che si è persa la bellezza del territorio: è più facile che si vada ad ascoltare il sopracitato gruppo svedese ritenendolo “figo” piuttosto che la band con la sala prove nel garage del nostro condominio».
Musica dal vivo in Umbria Da musicisti, organizzatori, e tecnici dello spettacolo quali sono i ragazzi dell’Afterlife, la sensazione che hanno, per quanto riguarda la musica dal vivo in Umbria, è sempre quella di viaggiare su di una sottile linea rossa. «Ci sono tanti segnali di ripresa – spiegano – e molte nuove band che si “approcciano alla materia”, ma sempre meno spazi per le esibizioni soprattutto nel capitolo band inedite. Insomma, dal nostro punto di vista l’Umbria si configura un po’ come quel bambino delle elementari che “dimostra sicuramente di essere intelligente, ma se solo si applicasse di più si vedrebbero anche i risultati”. Facendo autocritica di settore, manca sicuramente anche una buona dose di coraggio da parte degli operatori per permettere alla nostra regione di fare quel salto in più di qualità».
Progetti futuri Per quanto riguarda il futuro, i soci dell’Afterlife guardano prima di tutto a quello più imminente, mettendo a punto la seconda parte di stagione «che sarà ricchissima di concerti ed eventi». C’è tempo anche per qualche anticipazione: in pochi mesi ospiteranno il ritorno live de Le Orme, e poi Punkreas, Extrema con il tour dei 30 anni, Mecna, Brunori sas, Levante e altri artisti di fama che ancora non possono annunciare per vincoli contrattuali. «La vera novità – sottolineano – consiste nel dare una possibile soluzione alle problematiche emerse anche in questa intervista; di fatti se da un lato a livello di programmazione artistica c’è l’intento e la volontà di proseguire su un livello qualitativo e quantitativo di alto spessore, dall’altro stiamo evolvendo la nostra società con l’apertura di una rinnovata sezione di management dedicato al mondo delle band emergenti. Proprio in questi giorni usciremo con il nuovo progetto che integrerà altre grandi realtà del settore (SPS audio per i servizi tecnici audio, video, luci, e lo studio di registrazione Newsic) per dare modo agli artisti emergenti di costruirsi un prodotto solido e vincente (grafica, registrazione, videoclip, ufficio stampa, gestione dei social), sfruttando al massimo risorse umane territoriali in grado di garantire elevati standard qualitativi. Speriamo di vederne e farne delle belle e di dare una vera sterzata al settore musicale umbro. Intanto fateci godere i festeggiamenti di questi primi 5 anni, tra altri 5 vi diremo come prosegue questa avventura chiamata Afterlife».
