di Mar. Ros.
Vive da poco a Treviso e non ha voluto perdere la prima occasione nella nuova città per fare qualcosa di divertente e goloso: il ricercatore 30enne Diego Ceccobelli ha voluto portare al Nord un po’ della sua Terni e, spinto dalla passione per la cucina ha partecipato al Tiramisù world cup con una variante del dolce al cucchiaio a base di Pampepato, dando vita al Pampemisù.
Pampemisù Come da regolamento di concorso, alla tradizionale crema del tiramisù, poteva aggiungere solo tre ingredienti: «Ho avuto qualche esitazione ad azzardare col pepe, ma non metterlo avrebbe significato tradire la tradizione, poi ho aggiunto le noci come frutta secca e in verità ci ho infilato pure del melograno ma solo perché mi ricordava proprio gli alberi di casa mia a Terni». Alla vista, va detto, il dolce proposto dal concorrente ternano un vero capolavoro, ma al gusto i giudici non hanno apprezzato il pepe.
Pepe nemico Ceccobelli è stato così escluso dalla lista dei finalisti ma la stampa ha parlato anche di lui. Una bella iniezione di fiducia, anzi una sac à poche di felicità ed entusiasmo: «Giuro che il prossimo anno ci riprovo e lo farò nuovamente in chiave ‘casa’, potrei provare con un Tartumisù – scherza Diego pensando al nero pregiato -». Poveri giudici che assaggeranno. «Stavolta il pepe non li ha convinti ma pure le capacità tecniche erano oggetto di valutazione e lì non sono stato il massimo». Che dire, un anno per esercitarsi. Diego ma dà più soddisfazione la politica o la pasticceria? «La politica non l’ho certo abbandonata, mi darò da fare qui a Treviso per le Europee».
