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sabato 24 ottobre - Aggiornato alle 14:05

‘Tre Bicchieri 2021’, svelati i migliori vini umbri (14) secondo il Gambero Rosso: grandi conferme e belle novità

Le anticipazioni dei premiati della Guida Vini d’Italia, raccontano della varietà che contraddistingue il panorama vitivinicolo regionale e del suo trend di crescita qualitativa

Degustazione di Sagrantino Montefalco

di Danilo Nardoni

Trebbiano, Grechetto, Orvieto Classico, Sagrantino, Montefalco Rosso, Torgiano Rosso, Ciliegiolo. Gran parte della varietà che contraddistingue il panorama vitivinicolo dell’Umbria si manifesta in tutta la sua forza anche nei ‘Tre Bicchieri 2021’. Tra grandi conferme e belle novità sono stati svelati infatti i premiati della ‘Guida Vini d’Italia 2021’ e quindi in sostanza i migliori vini dell’Umbria secondo il Gambero Rosso. Il celebre editore, infatti, ha pubblicato di recente i risultati delle degustazioni svolte per la nuova guida. L’Umbria conferma un significativo trend di crescita qualitativa, a caratterizzare ormai stabilmente la produzione enologica della regione.

Tre Bicchieri dell’Umbria Questa varietà e crescita si riassume quindi molto bene nei ‘Tre Bicchieri 2021’: sono 14, numero uguale allo scorso anno, ma con diverse novità. Briziarelli sorprende la commissione con un grande Trebbiano ’19 (Mattone Bianco), la cooperativa Tudernum presenta una splendida selezione di Grechetto ’18 (Todi Grechetto Sup. Colle Nobile), Castelbuono delle Tenute Lunelli la spunta per la prima volta con la Riserva di Montefalco Rosso (Lampante Ris. ’17), mentre Romanelli sale sul gradino più alto del podio con Medeo ’16 (prima volta per la selezione di Montefalco Sagrantino). Anche il pluripremiato Antonelli conquista il Premio con una nuova etichetta, il Molino dell’Attone (vero e proprio cru aziendale) per un Montefalco Sagrantino ’15. Il Gambero Rosso non tralascia naturalmente le grandi conferme, a partire dal Cervaro della Sala. Il prestigioso bianco di casa Antinori (Castello della Sala), con l’annata 2018, conquista il suo trentesimo Tre Bicchieri: “veramente un bel record per la regione” commenta il Gambero Rosso. Gli fa eco il Torgiano Rosso Rubesco Vigna Monticchio ’16 di Lungarotti, al suo sedicesimo riconoscimento. Poi Arnaldo Caprai a Montefalco, “un’azienda esemplare per qualità e sostenibilità, seminale per la rinascita del Sagrantino” dice il Gambero, e che anche in assenza del 25 Anni (il rosso più prestigioso) sale in vetta col Collepiano ’16. E ancora, l’Adarmando Trebbiano Spoletino ’18 di Giampaolo Tabarrini e l’Orvieto Cl. Villa Barbi ’19 per Decugnano dei Barbi. Tra le aziende più giovani, “ma che hanno già impresso un bel segno” sottolineano gli autori della Guida, vengono segnalate le cantine Leonardo Bussoletti a Narni (Brecciaro Ciliegiolo ’18), Roccafiore a Todi (Fiorfiore Grechetto ’18), Tenuta Bellafonte a Montefalco (Montefalco Rosso Pomontino ’18), Barberani a Orvieto (Orvieto Cl. Sup. Luigi e Giovanna ’17).

Panorama vitivinicolo L’Umbria che viene fuori da questa edizione della Guida è, a dispetto dei suoi confini, una grande terra dove poter coltivare varietà molto diverse tra loro che danno altrettanta diversità a seconda dei terroir. Così la racconta il Gambero Rosso: “La regione rimane piccola, ma bellezza e bontà non mancano di certo. Nonostante il distretto di Montefalco cresca di anno in anno e sia sempre più importante (anche grazie al lavoro impeccabile portato avanti dal Consorzio), l’Umbria è tutt’altro che Sagrantino-centrica: prima di tutto da queste parti cresce a vista d’occhio il Montefalco Rosso, che non è il fratellino minore del Sagrantino ma un vino diverso e di carattere, col sangiovese a primeggiare. Dopodiché le soddisfazioni arrivano da Nord a Sud: si rilanciano alla grande denominazioni storiche come Orvieto e Torgiano, si scommette su alcune sorprendenti varietà (su tutte il Trebbiano spoletino nell’areale di Spoleto e il Ciliegiolo a Narni) e si nobilita il Grechetto, puntando – a ragione – sul suo invecchiamento”.

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