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mercoledì 28 settembre - Aggiornato alle 02:13

Terni-Cremona oltre l’acciaio: sulla via del ‘gemellaggio’ tra Pampepato e Torrone

Legami golosi: dolce ternano al cavaliere Arvedi e ‘stretta di mano’ tra i numeri uno di Confartigianato Franceschini e Rivoltini

di Marta Rosati

«Le consegnamo questo piccolo simbolo della Terni artigiana e non solo, in segno di sincera accoglienza nella terra di San Valentino, ma non senza la richiesta di avere particolare cura di un ‘simbolo’ ben più importante che il Gruppo Arvedi ha recentemente acquisito, quale l’acciaieria di viale Brin. Più in generale la nostra è un’istanza di sensibilità per tutte quelle che sono le tradizioni e le realtà satellite che orbitano attorno al sito siderurgico». Questo il messaggio che il gruppo dei produttori del Pampepato di Terni Igp ha fatto arrivare al cavaliere, in piazza Lodi a Cremona, nella sede di Finarvedi: nella busta il dolce, la pubblicazione dedicata, e anche una bottiglia dell’amaro tipico ternano, il Viparo.

PAMPEPATO-TORRONE, PERCHÉ NO? PARLA IL PRESIDENTE DI CONFARTIGIANATO CREMONA

Terni-Cremona L’iniziativa è stata promossa in collaborazione con Confartigianato Terni e un Pampepato a Cremona è stato consegnato anche al presidente locale dell’associazione Massimo Rivoltini che è anche a capo di Confartigianato Alimentazione nazionale. Rivoltini è titolare, assieme ai fratelli, di un’azienda dolciaria che ha sede a Vescovato, a pochi km da Cremona; produce il Torrone secondo la ricetta originale del 1441, con la tipica caldaia a vapore per la cottura dell’impasto e ingredienti di prima qualità. Una realtà imprenditoriale nata negli anni ’30 e cresciuta nel tempo mantenendo sempre fede alla tradizione, si è distinta per innovazione e sperimentazioni anche audaci nella ricerca di ingredienti esotici per arricchire le proprie ricette. Dal ’90 la dolciaria Rivoltini produce anche snack e barrette per sportivi, oltre al classico croccante e dal 2000 nel punto vendita sono disponibili anche le irresistibili torte di torrone morbido, belle e buone, sorprendenti.

LEGAMI OLTRE L’ACCIAIO

Turòon, Turàs, tetàss Come noto, il Torrone, come il Pampepato, è protagonista delle feste natalizie, ma la destagionalizzazione dei due prodotti è ormai conclamata. A Cremona il semifreddo a base di Torrone è estremamente diffuso e in generale degustare il dolce accompagnato al caffè è sempre un piacere. A Terni difficilmente il Pampepato manca nei menu Ferregostani dei ristoranti e sono apprezzabili esperimenti nella gelateria e nella pasticceria che travalicano il confine del classico ‘diamante della terra di San Valentino’. In entrambe le specialità, a farla da padrona è la frutta secca tostata. Insomma un insieme di aspetti comuni che confermano quanto il legame tra Terni e Cremona, innescato dal cavaliere Arvedi con l’acquisizione di Ast, possa andare ben oltre l’acciaio. Rivoltini non a caso ricorda di quella volta in cui proprio Arvedi ordinò una settantina di torroni a forma di violino per un evento in Polonia. Senza dubbio un modo per esportare Cremona nel mondo.

Massimo Rivoltini Piacevolmente sorpreso dal Pampepato donato dai produttori di Terni, ha ricambiato il favore inviando alla città umbra i suoi torroni e in virtù del suo impegno in Confartigianato, è nel frattempo maturata l’idea di un gemellaggio tra i due dolci. Il presidente di Confartigianato Cremona non solo ha accolto positivamente la proposta, ma addirittura rilanciato focalizzando l’attenzione anche sui prodotti di carne suina: «Qui abbiamo il salame Igp e l’Umbria vanta una straordinaria tradizione norcina». Entusiasta dell’idea di attivare una sinergia tra le due province, il presidente di Confartigianato Terni Mauro Franceschini: «Questo primo gesto è solo un simbolo, ma apre le porte a una collaborazione sinergica tra due realtà, con un filo conduttore culturale, perché soprattutto qui, ma ormai anche a Cremona ormai, l’acciaio ha segnato la storia e l’identità della città ed è un fatto estremamente positivo se altre realtà, radicate nella tradizione e in questo caso nella cultura culinaria delle due città, trovano il modo di legarsi in qualche modo, ancor più se si tratta di presidi produttivi e quindi occupazionali».

Sinergie oltre l’acciaio Non è escluso ad esempio che alla prossima festa del Torrone, organizzazione permettendo, possa trovare posto uno stand promozionale del Pampepato di Terni e chissà che quella non sia l’occasione per stimolare i ternani a creare in casa un evento simile ricambiando il favore ai cremonesi. Un Pampepato, tra gli altri, è finito anche nelle mani di un associato Alpa, l’associazione lavoratori pensionati Arvedi fortemente incentivata e generosamente sostenuta dal cavaliere. Una realtà che da oltre quindici anni offre agli ex dipendenti l’opportunità di mantenere vivi i contatti con i colleghi e con l’azienda e a questo scopo promuove iniziative culturali, sportive, assistenziali, ma anche ricreative e turistiche e il richiamo della siderurgia chissà che non li porti presto a visitare i siti industriali di Terni. Intanto Confartigianato Terni ha inoltrato all’amministratore delegato di Ast Mario Caldonazzo la richiesta di un incontro e l’ingegnere ha prontamente manifestato la propria disponibilità pur rimandando di qualche settimana, tempo di smaltire impegni urgenti proprio per la fabbrica di viale Brin.

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