©Fabrizio Troccoli

Ci dispiace deludere chi si aspetterebbe il dato scientifico ufficiale sul numero dei vegetariani in Umbria: purtroppo non c’è uno studio attendibile che nella realizzazione di un campione rappresentativo contempli tutte le variabili, compresa la differenza tra città, provincia, oltre che tra periferia urbana e rurale. Ma anche sui consumi di cibi biologici, piuttosto che vegani o con altre accezioni (come ad esempio chi consuma ‘senza’ – è il caso di lattosio, glutine eccetera) rispetto a chi invece mangia senza distinzioni se non per gusto. Tuttavia esistono interessanti informazioni, che possono aiutare a individuare una tendenza, che valga anche per l’Umbria. Qui, come nel resto d’Italia, si osserva un crescente interesse verso le diete vegetariane e vegane, soprattutto tra le nuove generazioni.

Iniziamo col stabilire che i vegetariani non consumano carne e pesce, ma possono includere nella loro alimentazione uova, latticini e talvolta miele. I vegani, invece, adottano un approccio più rigoroso e escludono tutti i prodotti di origine animale, compresi quindi carne, pesce, uova, latticini, miele e spesso anche alcuni derivati come gelatina o alimenti preparati con ingredienti animali.

Secondo il Rapporto Italia 2025 di Eurispes, il 9,5 per cento della popolazione adulta italiana dichiara di non consumare carne, suddividendosi in un 6,6 per cento di vegetariani e un 2,9 per cento di vegani. Applicando queste proporzioni alla popolazione residente in Umbria, stimata al 1° gennaio 2025 in circa 852 mila abitanti, il numero complessivo di persone che potrebbero identificarsi come vegetariane o vegane si collocherebbe attorno alle 80-85 mila unità. Considerando che circa il 70 per cento della popolazione è adulta, si può stimare in termini prudenziali che in Umbria vi siano circa 39.000 vegetariani e 17.000 vegani, per un totale approssimativo di 56.000 persone. Questa proiezione, tuttavia, assume una distribuzione territoriale omogenea e non tiene conto di possibili differenze tra aree urbane e rurali, né delle variazioni tra fasce di età.

A supporto della tendenza generale, il mercato dei prodotti plant-based in Italia mostra una crescita costante. Tra il 2023 e il 2024, il comparto ha registrato incrementi a doppia cifra sia in valore sia in volume, raggiungendo un valore di mercato attorno ai 639-641 milioni di euro, trainato soprattutto dalle alternative alla carne e ai formaggi. Anche in Umbria emergono segnali concreti di interesse verso le produzioni vegetali, pur in assenza di dati ufficiali sistematici. La regione ha visto un incremento significativo delle aziende agricole biologiche: nel 2023 il numero di aziende bio è passato da 1.746 a 1.921, con una crescita delle superfici coltivate del 18,2 per cento, raggiungendo 58.306 ettari rispetto ai 49.348 del 2022. Tali dati indicano una crescente attenzione verso produzioni compatibili con la domanda plant-based, anche se biologico e vegan non coincidono necessariamente.

Sul fronte produttivo, alcune imprese umbre hanno iniziato a sviluppare progetti specifici nel settore plant-based. Food Evolution, ad esempio, produce alternative vegetali alla carne come «straccetti, burger e dadini di “pancetta” interamente plant-based», rappresentando un esempio di innovazione locale nella filiera agroalimentare. Parallelamente, una quota rilevante di imprese umbre investe in tecnologie e prodotti sostenibili: tra il 2019 e il 2023, circa 8.390 aziende con dipendenti hanno realizzato interventi green, come evidenziato dal rapporto GreenItaly.

Dal punto di vista delle percezioni, il fenomeno vegetariano-vegano appare particolarmente marcato tra le nuove generazioni. I giovani mostrano maggiore propensione alle scelte alimentari orientate alla sostenibilità e alla sperimentazione, anche se ciò non sempre si traduce in comportamenti stabili nel lungo periodo. Indagini nazionali confermano che questo segmento è chiave per la crescita delle diete prevalentemente vegetali e per la diffusione dei prodotti plant-based nei canali retail e HoReCa. Anche iniziative regionali come l’indagine “OKkio alla Salute” del 2023, che ha coinvolto tutte le scuole umbre, evidenziano un impegno crescente verso la promozione di stili di vita sani tra i giovani, suggerendo una maggiore attenzione all’alimentazione consapevole.

Il quadro complessivo indica dunque che in Umbria esistono segnali forti di interesse verso alimentazione vegetale e biologica, supportati da iniziative imprenditoriali locali e dalla crescente consapevolezza dei giovani. Tuttavia, permane l’assenza di studi regionali rappresentativi in grado di misurare con precisione la prevalenza, la frequenza d’acquisto e il valore economico del mercato vegan.

I seguenti studi sono riferiti allo scenario nazionale. Secondo l’Accademia nazionale di nutrizione, la motivazione principale per adottare una dieta vegana è di natura etica, con il 61,2% dei partecipanti che indica il rispetto per gli animali come motivo principale della scelta alimentare. Inoltre, la crescente consapevolezza riguardo agli impatti ambientali dell’alimentazione sta influenzando le scelte dietetiche. Anche il rispetto per l’ambiente, attraverso la riduzione delle emissioni di gas serra e del consumo di risorse naturali, è un fattore motivante per molte persone che scelgono di adottare una dieta plant-based.

Secondo il Rapporto Italia 2019 di Eurispes, circa il 6% degli italiani adulti si dichiarava vegetariano, mentre il 2% si definiva vegano. Nel 2020, queste percentuali sono salite rispettivamente al 6,5% e al 2,1%, registrando un incremento complessivo dell’1,1% in dodici mesi. Il trend positivo è continuato nel 2021, con i vegetariani che raggiungevano il 6,8% e i vegani il 2,3%, confermando la propensione crescente verso scelte alimentari basate su prodotti vegetali. Il Rapporto Italia 2024 di Eurispes segnalava un’ulteriore crescita: il 7,2% vegetariano e il 2,3% vegano, mentre nel 2025 i valori arrivano al 6,6% per i vegetariani e al 2,9% per i vegani, con un’incidenza complessiva del 9,5% della popolazione adulta.

Anche il mercato dei prodotti plant-based conferma la crescita osservata tra i consumatori. Tra il 2023 e il 2024, a livello nazionale, il comparto ha registrato aumenti del 14,7% in valore e del 16% in volume, raggiungendo un valore di mercato di circa 640 milioni di euro, trainato dalle alternative alla carne e ai formaggi. In Umbria, la crescita del mercato si riflette in segnali concreti, come l’incremento delle aziende agricole biologiche da 1.746 a 1.921 tra il 2022 e il 2023, e l’espansione delle superfici bio del 18,2%, fino a 58.306 ettari. Questi dati suggeriscono che la regione stia seguendo la traiettoria nazionale, seppure con caratteristiche proprie e ritmi di sviluppo più contenuti rispetto ai grandi centri urbani.

Sul piano generazionale, le nuove generazioni umbre mostrano maggiore propensione verso scelte alimentari sostenibili, come confermano sia osservazioni qualitative sia iniziative scolastiche come l’indagine “Okkio alla Salute” del 2023, che ha coinvolto tutte le scuole della regione e ha evidenziato un impegno crescente verso stili di vita sani. Tali comportamenti indicano che il segmento giovane è strategico per la diffusione delle diete prevalentemente vegetali e dei prodotti plant-based nei canali retail e Horeca.

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