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sabato 12 giugno - Aggiornato alle 20:50

‘Cibo matto’, da Castiglione del Lago la start-up per la disidratazione delle verdure biologiche in eccedenza

Il progetto ‘Secco’ che trasforma gli ortaggi, essiccandoli, nasce per gestire le eccedenze di produzione delle piccole aziende orticole locali in un’ottica di economia circolare

'Cibo matto' con il progetto Secco per le verdure essiccate

di Danilo Nardoni

Arriva da Castiglione del Lago una nuova start-up, Cibo Matto, nata per la trasformazione di verdure biologiche in eccedenza. Davide Sangiovanni, laureato in agraria a Perugia, è l’ideatore del progetto perché da sempre interessato a pratiche di agricoltura sostenibile da adattare alle piccole realtà produttive. Il progetto Secco – verdure biologiche disidratate – nasce per gestire le eccedenze di produzione delle piccole aziende orticole locali che altrimenti dovrebbero deprezzare il prodotto e destinarlo a grossisti spesso neanche interessati (viste le esigue quantità).

Cibo Matto Davide ha cominciato la sua attività in garage, come vuole la tradizione, nel 2018 con dei prototipi di essiccatore solare poiché, guarda caso, il periodo di maggiore produzione degli ortaggi coincide con la piena estate. Dopo vari esperimenti decide di avviare il laboratorio Cibo Matto specializzato nella disidratazione a bassa temperatura nell’estate del 2020. «Ovviamente – spiega Davide – l’essiccatore attuale prevede un ausiliario a corrente per eventuale mancanza di sole. Il processo di essiccazione avviene a bassa temperatura (circa 40 gradi) quindi poco invasivo e il risultato garantisce una buona concentrazione di antiossidanti e sostanze aromatiche».

Essiccazione Il laboratorio si trova a Castiglione del Lago e i fornitori sono umbri (Alta e Media Valle del Tevere) e della Val di Chiana. Il prodotto che arriva in laboratorio è freschissimo e lavorato in giornata. «Dopo il lavaggio e la mondatura eseguite manualmente – racconta Davide – si effettua il taglio e si dispone il prodotto in speciali contenitori forati per alimenti e si essiccano nel forno solare. Una volta secchi, dopo 12 ore circa, gli ortaggi vengono conservati in contenitori alimentari. Il risultato finale sono delle combinazioni di verdure, confezionate in sacchetti da 2 porzioni, dal nome “Secco”. L’essiccazione è un sistema di conservazione antichissimo e si basa sulla mancanza di acqua che inibisce l’attività di batteri ed enzimi allungando la shelf life del prodotto a più anni. La scadenza delle combinazioni di Secco è di due anni. Il forno funziona con l’aria naturalmente scaldata dal sole che, attraverso una ventilazione forzata, va a contatto con le verdure».

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