di Danilo Nardoni
Il lancio di “Birrifici aperti” sulla scia di quanto già accade per cantine e frantoi. E poi l’avvio del percorso di costituzione delle “Strade e città della birra” anche in Umbria, sul modello delle già note Strade dell’olio e del vino, per guardare ad itinerari turistici-enogastronomici che collegano comuni e birrifici, territorio e filiera del luppolo, nonché dell’orzo distico e del malto d’orzo prodotti localmente.
Sono tante, anche di contenuto, le novità che accompagnano la seconda edizione di “Lup&Beer”, la fiera della birra artigianale e agricola dell’Umbria. Il nuovo format, che porterà dal 19 settembre al 10 ottobre gli appassionati a conoscere i birrifici e le eccellenze regionali nel campo della produzione brassicola, è stato presentato a Palazzo Donini dall’assessora regionale alle Politiche agricole Simona Meloni, dal presidente della Camera di Commercio dell’Umbria Giorgio Mencaroni e dal suo segretario generale Federico Sisti, dall’amministratore unico di 3A-PTA, Devis Cruciani, e da Letizia Guerri, assessora al commercio e al turismo di Città di Castello, che si è detta “onorata” di poter ospitare quest’anno l’iniziativa finale della fiera.
La conclusione dell’evento, promosso dalla Regione Umbria con il contributo della Camera di Commercio dell’Umbria, è infatti programmata a Città di Castello (Palazzo Bufalini) venerdì 10 ottobre, con degustazioni, masterclass e un grande evento per tutto il pomeriggio e parte della serata, per celebrare la Giornata della birra artigianale ed agricola dell’Umbria istituita con Legge Regionale 4 ottobre 2023, n. 11 – Misure per la valorizzazione e promozione della birra artigianale ed agricola.
“Lup and Beer” prenderà invece il via venerdì 19 settembre con “Birrifici aperti”, manifestazione pensata per poter concludere l’estate approfittando di più fine settimana, partecipando agli eventi di degustazione ed alle feste organizzate dai produttori aderenti. Fino al 5 ottobre si darà così spazio al protagonismo dei territori di insediamento dei migliori birrifici (16 quelli aderenti) con l’obiettivo “di valorizzare e promuovere un settore d’eccellenza nel panorama agroalimentare e produttivo della regione” come ha dichiarato l’assessora Meloni.
“Confermiamo l’impegno della Regione Umbria – ha aggiunto – a far crescere una filiera brassicola che oggi conta già numerosi birrifici, realtà qualificate e ormai attrattive anche dal punto di vista turistico. Ringrazio la Camera di Commercio, il Parco Tecnologico 3A e tutti gli stakeholders per il gioco di squadra che rende possibile questa iniziativa”.
L’obiettivo “ambizioso” dichiarato dall’assessora è chiaro: “Arrivare a una ‘birra umbra’ al 100%, costruita su una filiera integrata – dall’acqua e dalle materie prime fino al prodotto finito – capace di competere in Italia e all’estero. Accanto alla legge regionale del 2023 dedicata alla birra, lavoriamo per rafforzare le risorse e per istituire ‘Strade e Città della Birra’ valutando aggiornamenti al Testo unico dell’Agricoltura. Vogliamo poi coinvolgere i giovani e unire sempre di più agricoltura e turismo, visto che il brand Umbria funziona nel turismo e deve diventare anche sinonimo di prodotto e produzione agroalimentare d’eccellenza”.
Per il presidente della Camera di Commercio umbra “la birra, insieme al vino e all’olio, rappresenta una delle ricchezze agricole della nostra terra”. Mencaroni ha voluto inoltre sottolineare come la birra “può diventare un ulteriore strumento per raccontare il nostro territorio e arricchire la promozione integrata dell’Umbria”.
Dal canto suo Cruciani, l’amministratore unico del Parco 3A-PTA, ha rimarcato l’attenzione del Parco Tecnologico Agroalimentare “per la sostenibilità economica e sociale delle produzioni, ottenuta attraverso l’innovazione, il costante aggiornamento tecnologico e il sostegno ai giovani imprenditori, artefici con il loro entusiasmo dello sviluppo del comparto”.
