Finisce tra i packaging d’eternità industriale, quello di Baci Perugina. Una classifica che non ha nulla di ufficiale e non esiste. Pur esistendo nella testa di tutti. Ne scrive un elenco Camilla Sernagiotto, il cui «libretto» ‘Senza Scadenza’, viene ricordato sulle pagine del Sole 24 Ore, da Stefano Salis. Lei ‘«casalinga di Voghera» che la sa lunga’ ha compilato una enciclopedia del packaging vintage italiano.
La riflessione è appunto su come la grafica possa essere potente fino a superare la bontà del prodotto. Accade con Baci Perugina, e il suo notissimo marchio vintage, ma con tanti altri prodotti italiani che vincono il tempo. Quali? la crema da barba Colla o Prep, i Krumiri, la cedrata Tassoni, l’Amaro Medicinale Giuliani, le liquirizie Amarelli, le amarene Fabbri, gli Amaretti Virginia di Sassello, le Big Babol, il Borotalco, e il concorrente Felce Azzurra Paglieri. Insomma chi non si fiderebbe della bontà di questi marchi in Italia?
Sono brand che non hanno bisogno di essere urlati, di irrompere sulla scena dell’attualità, di procacciarsi vesti ultra contemporanee, ma agiscono bucando il tempo, puntando all’affidabilità, come ad avere raggiunto la dimensione domestica e familiare, attraversando la porta di casa, aperta dal consumatore. Baci Perugina, è tra questi. L’occasione è anche quella di felici auguri a tutti.
