di Ester Pascolini

Cosa succede alle scuole di Gualdo Tadino? La città si interroga su quanto sta accadendo agli edifici degli istituti gualdesi, viste le molte problematiche emerse negli ultimi anni. La cronaca recente racconta di allagamenti che hanno reso inagibili classi e palestre, di lavori di ristrutturazione fermi da tempo e di conseguenti trasferimenti degli alunni in altri plessi.

Le criticità sono ulteriormente aumentate dopo le copiose piogge che il 24 ottobre scorso hanno colpito Gualdo Tadino. A subire i danni maggiori è la scuola elementare Gianni Rodari della frazione di Cerqueto, edificio che ospita più di 70 ragazzi. Fin da subito appare chiara la gravità della situazione. Un sopralluogo dei vigili del fuoco e una minuziosa perizia tecnica, svolta da un tecnico incaricato dal Comune, rendono evidente la necessità di chiusura immediata.

Una vera tegola sulle famiglie della zona, costrette a una riorganizzazione repentina, che le obbliga a recarsi ogni giorno a Gualdo Tadino, alla scuola media Franco Storelli. La questione si complica ancora quando viene comunicata la decisione dell’amministrazione comunale di procedere all’abbattimento e alla ricostruzione totale dell’edificio. Non si prospetta, quindi, una breve interruzione, bensì un percorso lungo e impervio, si parla di almeno due anni tra la realizzazione del progetto esecutivo e il reperimento dei fondi necessari all’intervento.  

L’assessora ai Lavori pubblici, Jada Commodi, sottolinea che la scuola era già sotto osservazione, tanto che nel febbraio del 2023 l’amministrazione aveva richiesto una perizia per valutarne le condizioni. Il tecnico incaricato, dopo un’attenta analisi, ha rilasciato parere positivo, permettendo lo svolgimento delle attività. Come è stato possibile, allora, a distanza di soli otto mesi, giungere a un tracollo così rapido? Commodi afferma: «L’edificio è datato, ha circa 40 anni, ma il problema degli allagamenti sembra essere attribuibile ai pannelli solari installati alcuni anni fa, durante il mandato della precedente amministrazione. Il diritto di superficie – continua – è tutto in capo all’azienda installatrice, che doveva occuparsi della manutenzione ordinaria e straordinaria, all’inizio svolta regolarmente e poi non più effettuata, nonostante le nostre sollecitazioni inviate anche per iscritto».

La dichiarazione conferma, dunque, l’ipotesi della mancata manutenzione del tetto, in particolare della rimozione del guano di piccione, e “per tale ragione noi ci tuteleremo nei confronti dell’azienda” continua Commodi. Ma il problema appare decisamente più ampio, infatti la nuova perizia pone l’accento anche sugli aspetti strutturali dell’edificio e sulla necessità di adeguamento antisismico, senza tralasciare gli interventi necessari all’efficientamento energetico. Da qui la scelta di procedere all’abbattimento e alla ricostruzione, “ipotesi più fattibile anche da un punto di vista economico”, afferma l’assessora. Ora resta da capire dove verranno reperiti i fondi e, soprattutto, quale collocazione stabile troveranno gli allievi, dato che la scuola media potrà ospitarli solo temporaneamente.

La dirigente dell’Istituto omnicomprensivo di Gualdo Tadino, Angela Codignoni, scrive: «Negli ultimi anni la scuola è stata ripetutamente chiamata a fronteggiare le emergenze. Fortunatamente non è mai sola ed è invece parte di un tessuto culturale e sociale che la sostiene e la supporta. Ringrazio quindi i genitori che, con razionalità e lucida valutazione, senza polemiche o recriminazioni, hanno collaborato ad organizzare il tempestivo rientro dei bambini».

E un atteggiamento volto a scansare le polemiche arriva anche dai rappresentanti dei genitori: «La tempestiva sistemazione dei nostri bambini presso la scuola media Franco Storelli ha fatto sì che potessero riprendere le lezioni e di questo ne siamo veramente grati. Certo è stata una notizia che ha sorpreso tutti, perché successo tutto velocemente. Ma quello che ci auguriamo è solo il loro bene e ci auguriamo che la scuola di Cerqueto possa essere ricostruita in un breve lasso di tempo e che tutto possa tornare come prima». E se a livello formale si è scelto di tenere un profilo basso, forse per evitare scontri che potrebbero complicare ulteriormente la situazione, la preoccupazione delle famiglie risulta, invece, essere molto forte. I plessi periferici si stanno riducendo anno dopo anno e il calo demografico arriva come una scure su queste piccole realtà, sempre più difficili da mantenere. Insomma, la paura che la scuola Rodari possa non riaprire più è viva e spiega, forse, la prudenza dei genitori.

L’assessora Commodi esclude categoricamente questo possa avvenire, anzi conferma l’intenzione di realizzare a Cerqueto un grande polo dell’istruzione, che oltre alla scuola materna e alla scuola elementare, già esistenti, vedrà sorgere un nuovo asilo nido e una nuova palestra. Entrambi i progetti saranno finanziati dal Pnrr e per il termine dei lavori si parla di tempi piuttosto brevi, con consegna entro il 2026. La palestra sarà uno spazio polifunzionale, utilizzabile anche dalla pro loco e dalle associazioni. Anche il sindaco Presciutti vuol rasserenare gli animi: «L’obiettivo politico amministrativo, alla luce anche degli ultimi fatti che non dipendono dalla nostra volontà, è molto chiaro e ambizioso: ricostruire il più grande polo dell’istruzione cittadino ex novo a Cerqueto, dal nido, passando per l’infanzia, fino alla primaria e alla palestra. Già finanziati, con cantieri che partiranno a breve. Per la primaria, non appena avremo il progetto definitivo, avvieremo l’iter per la ricostruzione ex novo, sarà un progetto integrato e partecipato».

Gli amministratori, certi della nascita del nuovo polo scolastico, sembrano non tenere conto dell’incognita delle prossime elezioni amministrative. Il successore di Presciutti, avrà le stesse priorità? Cosa accadrà se i fondi non verranno reperiti prima della fine del mandato? Restano, in ogni caso, gli interrogativi sul come si sia potuti arrivare a una problematicità così severa degli edifici scolastici gualdesi e sui rischi per gli studenti che li popolano ogni giorno. Si palesa, infine, l’urgenza di mettere la sicurezza scolastica al centro del prossimo programma di governo, qualunque sia la compagine a conquistare il Comune. Investire sulla scuola significa investire sul proprio futuro, significa dare un segno, chiaro e incontrovertibile, di civiltà. Nessuno potrà sentirsi escluso dal perseguire tale obiettivo.