di Ester Pascolini
A Gubbio c’è una storia che merita di essere raccontata. È quella che intreccia le vicende del Partito Comunista locale e della scuola “Luigi Radicchi”, dando vita a un’esperienza inedita, sospesa tra politica e volontariato.
Fabio Sebastiani A ripercorrerne le tappe è Fabio Sebastiani, comunista irriducibile e instancabile animatore della scuola. «Tutto ha inizio nel 2016 – racconta -, quando nella sede eugubina del ricostituito Pci arriva una lunga lettera. È firmata Luigi Radicchi. Luigi è un ragazzo che crede negli ideali del comunismo, dice di essere un “compagno” e di voler continuare a esserlo, per questo ha voglia di conoscere il nuovo gruppo dirigente eugubino. Allora una delegazione di “compagni” decide di raggiungerlo a Torre dei Calzolari, dove il ragazzo vive, e quando questi arrivano si trovano di fronte a qualcosa di totalmente inaspettato: Luigi è un tetraplegico grave. Costretto su una sedia a rotelle, riesce a esprimersi solo attraverso una tavoletta per la comunicazione. Scrivere quella accorata lettera ha comportato, per lui, uno sforzo enorme e giorni di lavoro».
La storia di Luigi Da quell’incontro nasce un rapporto di amicizia e vicinanza con gli esponenti del nuovo Pci eugubino. I mesi successivi sono densi di avvenimenti: Luigi perde il padre, suo principale cargiver, in un incidente stradale. Poco dopo, la madre, già malata da tempo, subisce un intervento. Luigi non può più restare a Torre e viene trasferito in un ospizio eugubino, dove i “compagni” vanno a fargli visita tutte le domeniche. Iniziano anche a portarlo fuori: al bar a bere un caffè, nei musei, in chiesa, alla sezione. Luigi dice di sentirsi bene, è felice di poter evadere dalla monotonia in cui è relegato dalla sua condizione. Nel 2017 viene nuovamente trasferito, questa volta a Perugia. Lui, che non ha mai smesso di studiare, non si dà per vinto: attraverso lo studio si sente vivo e riesce a vincere tutte le sue difficoltà. Nell’ultimo incontro con i “compagni eugubini”, avvenuto venti giorni prima della sua improvvisa morte, li informa che ha trovato un insegnante che lo aiuterà a ricominciare a studiare il latino. Poco dopo invece, giunge la notizia del triste epilogo. I dirigenti del partito lo avevano già informato di un’idea che da tempo avevano in mente: creare una scuola di formazione gratuita, per dare sostegno a tutte le persone che ne potevano aver bisogno. Luigi era entusiasta del progetto e vista la sua passione per lo studio, alla sua morte il Pci eugubino decide di attuarlo e di intitolare la scuola allo sfortunato amico.
Nasce la scuola Il 26 Luglio 2017 nasce la “Luigi Radicchi”, che fornisce assistenza scolastica e assistenza linguistica totalmente gratuite. Si parte con un solo studente, due volte alla settimana. Dopo un anno la scuola diventa full time, le richieste sono moltissime, si apre tutti i giorni, dal lunedì al venerdì. Una decina di volontari, alcuni impegnati sistematicamente e altri occasionalmente, si alternano nelle lezioni.
Nasce l’associazione Dalla scuola all’associazione il passo è breve: tre anni fa nasce l’”Aps 21 Gennaio”, il cui nome deriva, ovviamente, dalla data di fondazione del Partito Comunista Italiano, avvenuta a Livorno il 21 Gennaio del 1921. Le attività svolte sono moltissime, perché le esigenze di chi si avvicina alla “Luigi Radicchi” sono sempre maggiori. La scuola non basta più! Servono vestiario, suppellettili, mobilio, articoli per l’infanzia, assistenza fiscale, supporto e aiuto di ogni genere. La sezione del Pci eugubino, che è anche sede della scuola e dell’associazione, è popolata ogni giorno da almeno una quindicina di utenti, che arrivano in cerca di risposte ai loro bisogni, ai quali spesso neanche i servizi sociali riescono più a sopperire. Fabio Sebastiani condivide sui social quello che avviene quotidianamente: Ahmad che studia, Zaker che ha superato l’esame di terza media, Matthew che deve fare lo Spid, Karim e Jessica alle prese con il permesso di soggiorno. Li chiama per nome, ne mostra i volti, restituendo loro una dignità che spesso si perde nelle narrazioni. Uno straniero, un clandestino, un vu’ cumprà: queste le definizioni più comuni. La scuola e l’associazione vogliono rendere chiaro che si tratta di persone reali, che hanno una storia, che sono vive e hanno necessità che meritano l’attenzione di tutti.
Le critiche Eppure in città c’è chi storce il naso e gli attacchi non mancano, compresi quelli a mezzo stampa. Questo pullulare di iniziative, che in qualche modo danno popolarità al partito e alle sue due costole, non sono viste di buon occhio da tutti. Il Pci correrà certamente alle prossime comunali e sta già – così ci dice Fabio Sebastiani – “interagendo con esperienze politiche affini alle nostre”. Questo crea qualche mal di pancia. Sebastiani ci dice ancora: “diamo fastidio, perché in città si parla di noi per quello che facciamo, non per quello che promettiamo”.
Le prossime iniziative In ogni caso, le critiche non intaccano l’entusiasmo dei volontari e sono in arrivo nuove iniziative. Questa volta si parla di pace. Sebastiani ci informa che “la “21 Gennaio” parteciperà ad House of Europe, un bando dell’Unione Europea che promuove gli scambi tra l’Ucraina e i gli altri paesi. L’intenzione è quella di invitare a Gubbio il Balletto Nazionale Ucraino. Abbiamo già preso contatti con i teatri, ci stiamo organizzando, proprio in questi giorni”.
Ancora una domanda L’ultima domanda a Sebastiani è una provocazione: ma questo connubio così evidente tra il partito e l’associazione, non rischia di limitarne il campo di azione? «Assolutamente no! L’associazione è aperta a tutti, parla a tutti. Il tempo ci ha dimostrato che possiamo contare su aiuti trasversali, che arrivano da persone vicine, ma anche lontane dall’esperienza del Pci. Noi rispondiamo ai bisogni dei più deboli, aiutiamo chi ne ha bisogno e questo ha creato una rete di sostegno che mette in secondo piano il background politico di chi opera nell’associazione.” Alla fine dei conti, l’impressione è che si parli di valori universali, condivisi e condivisibili, conditi da una vena romantica per la storia, commovente e travagliata, che ha portato alla nascita della scuola “Luigi Radicchi” e dell’associazione “21 Gennaio”. Storia che somiglia, in fondo, ad altre esperienze simili, pur se di matrice totalmente diversa, per lo più cattolica o del volontariato laico, ma che si pongono degli obiettivi comuni: dare voce agli ultimi, sostenerli nelle loro difficili esistenze, aiutarli a trovare il loro posto nel mondo.



