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Cinquanta metri quadrati circa di mosaici policromi risalenti probabilmente al II d.c. sono stati scoperti a Pietrarossa di Trevi, nell’ambito della quinta campagna di scavi archeologici. Gli studenti di alcune facoltà universitarie, coordinati dalla prof Donatella Scortecci dell’Università di Perugia, hanno portato alla luce una serie di motivi marini. Non è la prima volta che a Trevi riaffiorano resti di epoca romana. In questi cinque anni, infatti, è stato scoperto un altro mosaico di circa 80 mq, sempre con disegni marini. Il sindaco di Trevi, Bernardino Sperandio, a Umbria24 ha spiegato: «Sono rinvenimenti molto importanti, che fanno ipotizzare la presenza di un porto fluviale sul Clitunno all’epoca navigabile. Abbiamo rinvenuto anche i resti di un edificio, che probabilmente era un emporio, segno che qui arrivavano le merci». Le campagne di scavo, che da cinque anni vengono organizzate a luglio, costano circa 10 mila euro e sono state finora finanziate dal Comune e dalla ditta Metelli di Foligno attraverso l’art bonus: «Da soli è dura sia continuare gli scavi, che avviare il percorso di valorizzazione del sito di Pietrarossa, che vogliamo aprire ai visitatori». Servono soldi. (a cura di Chiara Fabrizi)

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