di Chiara Fabrizi

Si accende lo sconto sul Terzo polo ospedaliero dopo la visita di venerdì scorso della presidente Stefania Proietti a Spoleto, dove ha incontrato i capigruppo e la commissione comunale sanità, oltre ai comitati. Qui, sul progetto di integrazione dei due presidi abbozzato dalla giunta Tesei, la nuova governatrice da un lato è tornata di fatto a dire che verrà superato dal nuovo Piano sanitario e dall’altro ha però glissato sulle richieste di abolizione del progetto di Terzo polo. Nella riunione di venerdì a Spoleto, a cui hanno partecipato anche la direttrice regionale Daniela Donetti e il direttore generale della Usl 2 Roberto Noto, è stata anche annunciata la riapertura della degenza con otto posti letto del reparto di Cardiologia di Spoleto, saltato nell’ottobre 2020 quando l’ospedale è stato convertito a presidio Covid, e l’ampliamento a 12 ore delle sedute operatorie di chirurgia robotica, puntando sull’urologia, mentre sul Punto nascita resta in corso l’iter già noto per tentare di ottenere una deroga.

I nuovi sviluppi sanitari, che dovranno essere dettagliati nel futuro Piano sanitario, atteso entro fine anno, hanno generato «profonda preoccupazione» nel sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini, che martedì pomeriggio, in apertura della seduta di consiglio comunale, ha preso la parola per dire: «L’unione dei due ospedali non era un capriccio della precedente giunta regionale, ma una necessità per adempiere al decreto ministeriale 70 (del 2015, ndr), che prevede un bacino di utenza di 150 mila persone per avere un ospedale e il Terzo polo era quindi propedeutico al mantenimento dei presidi. Apprendiamo dai giornali, invece, che Proietti ha rassicurato Spoleto che ciò non accadrà, coi due ospedali che manterrebbero duplici reparti, come Punto nascita, Cardiologia e Urologia, per cui si tornerebbe a separare gli ospedali».

Quindi l’attacco politico: «Non so – ha detto Zuccarini – se è una battuta elettorale o un modo per tranquillizzare Spoleto, che notoriamente soffre l’unione con Foligno, mi domando però perché non sia venuta a spiegare a Foligno cosa intenda fare con questo progetto. Siccome anche col Terzo polo non saremmo arrivati a 150 mila persone ora non dovremmo giustificare un presidio unico, ma due, forse tre con la Valnerina». E ancora: «Proietti deve venire a Foligno a spiegare le sue intenzioni, chiarendo perché è andata prima a Spoleto, snobbando Foligno e trattandoci come città ancillare rispetto a Spoleto. In ballo c’è la sopravvivenza dei due ospedali e la possibilità di chiuderli entrambi, detto tra noi – è stato il suo intervento in aula – se chiude Spoleto è un problema, ma se chiude Foligno salta l’intera sanità regionale, penso solo al Pronto soccorso con 48 mila accessi, che sono più di quelli di Terni. Chiedo ai consiglieri – ha concluso il sindaco di Foligno – di valutare un consiglio comunale aperto invitando la presidente, che ha avuto un comportamento imbarazzante».

A stretto giro la replica del sindaco di Spoleto, Andrea Sisti, che con un post sui social ha affermato: «Le dichiarazioni del collega Zuccarini mi lasciano perplesso. Se in questi anni c’è stato un ospedale a essere effettivamente depotenziato, quello è il San Matteo degli Infermi di Spoleto. Ed è semmai a causa di un nosocomio spoglio della metà dei reparti, dopo la chiusura totale per conversione a ospedale Covid, che – dice il sindaco di Spoleto – il San Giovanni Battista di Foligno soffre il sovraffollamento e tutta l’Umbria l’allungamento delle liste d’attesa. Il progetto del Terzo polo ospedaliero avrebbe soltanto messo nero su bianco questa agonia: un ospedale vuoto e un altro in sovraccarico, con vantaggi soltanto per la sanità privata e molto disagio per i cittadini. Le intenzioni della presidente Proietti sono chiare – sostiene Sisti – ogni ospedale sarà parte integrante di un nuovo Piano socio sanitario regionale che metterà al centro la sanità pubblica e la prossimità dei servizi per tutti i cittadini dell’Umbria, senza distinzioni territoriali. Restituire al San Matteo la dignità di cui è stato privato in questi anni di amministrazione Tesei – ha concluso il sindaco di Spoleto – non toglierà nulla agli altri, ma, con una vera integrazione, ne guadagnerà tutto il sistema sanitario pubblico regionale, quindi tutte le cittadine e i cittadini dell’Umbria e non solo».

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere di opposizione Paolo Piccioni (Insieme per Spoleto), che ha definito «sguaiata la risposta del sindaco di Foligno», esprimendo contestualmente «sconcerto», perché «mai abbiamo chiesto alle autorità competenti una spoliazione dell’ospedale di Foligno, convinti che i due territori se vogliono rispondere alle nuove esigenze hanno il dovere di lavorare per una vera integrazione dei servizi e non per l’asservimento di un territorio ad un altro». Piccioni conclude poi sollecitando «un dialogo aperto e rispettoso, rivolto verso soluzioni condivise e sostenibili, nell’interesse di tutti i cittadini umbri».

A prendere posizione anche il M5s sia di Spoleto, dove è forza di maggioranza, sedendo in aula coi consiglieri Samuele Bonanni ed Enrico Morganti, che di Foligno, dove invece è all’opposizione col consigliere David Fantauzzi: «Zuccarini è abituato a intendere la democrazia come partitocrazia, in cui i servizi diventano un premio per chi vince ed è allineato con il vincitore (Vus docet). Forse è per questo – scrivono in una nota – che ha preso le parole della presidente Stefania Proietti per l’ospedale di Spoleto come una minaccia per la città che amministra e il proprio nosocomio. Lo invitiamo a stare tranquillo: ogni ospedale, nel nuovo Piano sanitario regionale, avrà la propria dignità, a prescindere dal territorio, senza distinzioni tra cittadini di serie A e di serie B». Infine, i tre consiglieri dicono di «accogliere con favore il metodo di ascolto e programmazione della presidente Proietti, come già avviato a Spoleto per meglio ragionare il ruolo del San Matteo degli infermi nell’intera rete ospedaliera, senza imporre chiusure e spostamenti di reparti a colpi di delibera, come invece eravamo abituati. Per cui, sindaco Zuccarini, la invitiamo a dormire sonni tranquilli. Finalmente, nessuno sarà lasciato indietro».

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