La locandina dell'iniziativa

di D.B.

Dalla comunità ucraina al centrosinistra montano le critiche per la concessione del patrocinio, da parte del Comune di Foligno, alla proiezione del film Il testimone, in programma il 25 febbraio alle 16.30 nella sala rossa di Palazzo Trinci. L’appuntamento è organizzato dal «Fronte del dissenso», guidato da una vecchia conoscenza della politica umbra come Moreno Pasquinelli; Fronte attivo in Umbria con eventi di solidarietà con la Palestina e con gli agricoltori fino, ai tempi della pandemia, di protesta contro il green pass.

L’evento La proiezione è organizzata in concomitanza con il secondo anniversario della guerra scatenata dalla Russia contro l’Ucraina, ovvero quella che la propaganda russa chiama «operazione militare speciale». E il film rappresenta proprio un esempio della propaganda di Stato: la pellicola, arrivata ad agosto nelle sale russe, è stata infatti finanziata dal governo Putin nell’ambito di un’operazione volta a spingere la produzione di film che glorifichino l’operato di Mosca in Ucraina. Insomma, sulla scia di quanto fatto da diverse potenze prima, durante e dopo la Seconda guerra mondiale, il cinema continua a essere un importante mezzo per forgiare messaggi patriottici.

La storia Il film in questione racconta la storia di un violinista belga in viaggio a Kyiv per suonare. Arrivato nella capitale ucraina viene coinvolto nel conflitto e assiste a quelli che vengono dipinti come crimini dei nazionalisti ucraini, decidendo così di partire in missione per raccontare al mondo la “verità” di quanto sta accadendo nel Paese. Le truppe ucraine sono dipinte essenzialmente come composte da violenti neonazisti che torturano e uccidono i loro stessi connazionali; in una scena, un soldato indossa una maglietta con Hitler mentre un altro si droga. Insomma, viene ricalcata la propaganda di Stato che ha giustificato «l’operazione speciale» con la necessità di «denazificare» l’Ucraina.

Incredibile «È incredibile – hanno detto mercoledì all’Ansa membri della comunità ucraina folignate – che si consenta alla propaganda di Putin di entrare nei palazzi comunali delle città e con tanto di supporto istituzionale». La comunità promette poi che in caso di conferma della proiezione organizzerà un momento di protesta. «Vogliamo credere – aggiungono – che il Comune abbia preso un abbaglio; adesso prenda immediatamente le distanze dall’evento come è già accaduto in altre città, dove la proiezione è stata cancellata, come ad esempio a Firenze e Bologna».

Zuccarini Il sindaco Sempre all’Ansa il sindaco Stefano Zuccarini (Lega), in corsa per un secondo mandato a giugno, parla di una decisione della giunta: «Ci è stato presentato – prosegue – come un film contro gli orrori della guerra e quindi non ci vediamo nulla di male nella sua proiezione». «Non tappiamo la bocca a nessuno – dice – poi starà alla gente decidere di andare o meno a vederle». Come accaduto in molte altre occasioni e contesti, quindi, la propaganda di Stato viene elevata a legittima opinione da difendere al pari di qualsiasi altra.

Foligno 2030 Contro la concessione del patrocinio si schiera anche Foligno 2030, una delle liste che sosterrà il candidato del centrosinistra: «La concessione del massimo sostegno istituzionale, il patrocinio appunto – scrivono – sta a significare l’adesione totale all evento e o manifestazione (e ai suoi contenuti) a cui si rilascia. Diverso sarebbe affittare una sala, garantendo la libertà di espressione, senza concedere il patrocinio. Tuttavia non ci stupiamo, non è la prima volta che la giunta Zuccarini concede il massimo sostegno istituzionale di un Comune della Repubblica italiana, il patrocinio appunto, a eventi discutibili, come ad esempio quelli No vax, contrari ai principi del nostro Paese sempre puntualmente ricordati dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella».

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