L'esibizione di Arve Henriksen

Con iniziative di qualità supportate da una grande risposta di pubblico anche quest’anno viene archiviato Young Jazz Festival: la cinque giorni di appuntamenti dedicati al jazz emergente ha affollato le suggestive location di Foligno. La IX edizione del festival si è conclusa come era iniziata, sul palco dell’Auditorium San Domenico è salita la Liberorchestra per una serata che ha messo insieme musica e disabilità fisica. Anche in questo caso, come per lo spettacolo Giezzisti.2 che ha inaugurato la kermesse, tutto era inserito all’interno della sezione Jazz Community, rivolta a tutta la comunità della città di Foligno e in particolare ad alcune tematiche sociali.«Tra le tante qualità di Young Jazz c’è anche quella di aver capito bene – afferma Carla Casciari, assessore regionale alle politiche e ai programmi sociali nonché vicepresidente della Regione Umbria – che la musica può svolgere un ruolo di primo piano per l’inclusione sociale».

Esibizioni memorabili  e cuore norvegese Dal 22-26 maggio a Foligno sono arrivati grandi musicisti, italiani e stranieri, ma giovani anagraficamente, per un festival che ha confermato le caratteristiche di freschezza, dinamicità ed intraprendenza, sempre nel segno della musica delle ‘nuove generazioni’ e di ‘nuova generazione’: negli annali del festival rimarranno le esibizioni di Cristiano Arcelli Quartet, Guano Padano, Mauro Ottolini & Trio Marrano, Rainer Davies Trio, Dinamitri Jazz Folklore. Unico concerto annullato causa maltempo quello della P-Funking Band, che il sabato pomeriggio non ha potuto marciare per le vie della città. Il cuore norvegese Cuore di Young Jazz Festival è stato infatti il ‘Norwegian Day’, una intera giornata dedicata ai migliori talenti della scena jazz norvegese con suggestivi concerti tenuti da Steinar Raknes, Arve Henriksen, Jan Bang, Erik Honorè, Bjorn Torse. «Nostro obiettivo – ha detto Rongved – è quello di far conoscere la cultura norvegese in Italia grazie a manifestazioni, proprio come Young Jazz, dove c’è un elevato coinvolgimento popolare».

Pubblico caloroso «Nonostante le temperature quasi invernali insolite per il mese di maggio – dichiara a fine festival il presidente di Young Jazz Mario Gammarota – il festival è riuscito a scaldare il suo caloroso e fedele pubblico, che in cinque giorni ha affollato concerti e iniziative nelle varie location, sia all’aperto che al chiuso». Naturalmente, per il quinto anno consecutivo, a Young Jazz non è mancato il patrocinio e il sostegno di Umbria Jazz. «Sono soddisfatto di aver creduto fin dall’inizio a questi ragazzi di Young Jazz, ed era ora che dei giovani venissero fuori in Umbria con proposte di alto livello vista ormai l’età della direzione artistica di Umbria Jazz» sottolinea Carlo Pagnotta, il quale, presente a Foligno durante i giorni di festival, ha dato appuntamento ad Umbria Jazz anche con le iniziative targate Young Jazz.

Un gioco di squadra fino a luglio Infatti, per la prossima edizione di Umbria Jazz, quella del quarantennale, ci sarà a Palazzo Penna di Perugia, nei week end del 5-6-7 luglio e 12-13-14 luglio, una sezione che Young Jazz curerà sia a livello di direzione artistica che dal punto di vista organizzativo, con live set che vedranno protagonisti Actuum, Going, Hobby Horse, Jeff Ballare & Lionel Loueke, Joao Lobo, Mari Brunvoll, Michele Rabbia, Roberto Cecchetto Quartet, The Schroeders, Vincent Peirani, Vincenzo Vasi, Vladislav Delay, Zeno De Rossi Trio.«Se oggi Young Jazz – dichiara il sindaco di Foligno, Nando Mismetti – è entrato anche nel cartellone di Umbria Jazz lo si deve soprattutto al lavoro fatto dai ragazzi dell’associazione e poi a seguire dal gioco di squadra tra Amministrazione comunale, Regione, Provincia e le altre realtà che lo sostengono».

Non solo musica Infine, oltre che per i concerti, c’è da segnalare per la IX edizione di Young Jazz appena conclusa anche il grande successo delle varie iniziative del festival, come il workshop in legislazione dello spettacolo, la mostra di Andrea Pinchi ‘It’s a jungle in here’, il punto ristoro Osteria delle 7 spighe ideato in collaborazione con l’Antifestival di Trevi, e il concerto conclusivo dei Jellico alla cantina Scacciadiavoli di Montefalco per Cantine Aperte. Ma soprattutto quella del Jazz Zone, altra sezione dedicata alla città di Foligno che ha avuto come obiettivo quello di incrementare le sinergie tra le attività musicali di Young Jazz e quelle commerciali del centro storico della città.

Sulla scia di Umbria Jazz «L’iniziativa ‘Jazz Zone’ – afferma Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio di Perugia, uno degli enti che insieme a Comune di Foligno e Confcommercio territoriale ha sostenuto il progetto – contribuisce ad accreditare Foligno quale originale luogo di rappresentazione del jazz, sulla scia di un manifestazione storica, quale UJ, che ha storicamente inciso sull’identità stessa della regione Umbria e ha contribuito a diffonderne l’immagine nel mondo, accreditandone un’identità vivace, giovanile, innovativa. Anche per questo motivo la Camera di Commercio di Perugia ha voluto dare il proprio sostegno all’evento folignate che, valorizzano l’incontro tra arte e territorio, esprime al pari di altri eventi di questo genere un alto potenziale in termini promozionali, con evidenti ritorni sotto il profilo economico e turistico».

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