mercoledì 26 giugno - Aggiornato alle 00:30

Orvieto, il candidato sindaco Barbabella: «Lavoro e stop al calo demografico»

L’esponente della lista ’19-24′: «Discarica? I rifiuti non sono il diavolo, ma un problema da risolvere»

In vista delle elezioni amministrative del 26 maggio 2019, Umbria24 ha rivolto cinque domande ai candidati sindaco di Orvieto. L’intervista a Franco Raimondo Barbabella, candidato sindaco della lista Orvieto 19-24.

Cosa l’ha spinta a candidarsi sindaco?

L’amore per la mia città. Lo so, si dirà risposta scontata. Di questi tempi poi. Eppure è la pura verità, non devo mica fare carriera. Ma non potevo assistere inerme all’impoverimento economico e culturale di un territorio al quale ho dedicato gran parte delle mie energie e che soffre di una marginalità che ne umilia le potenzialità. Insomma, sento di poter interpretare il bisogno di futuro della mia gente.

In caso di vittoria, quali sono le tre misure che attuerebbe nei primi cento giorni di governo?

È la classica domanda sui cento giorni, tre mesi. È il tempo dell’approccio con lo precedente amministrazione, le risorse finanziarie, umane e organizzative, ecc.. Noi abbiamo tre priorità: nuovo ruolo della città, lavoro, attrattività per fermare il calo demografico. È su questi tre punti che ci concentreremo.

Anche la commissione Ecomafie del Parlamento ultimamente si è occupata della discarica Le Crete. Quali sono i suoi programmi per la gestione dei rifiuti?

Si, quella è stata una delle operazioni di demagogia istituzionale che vanno tanto di moda di questi tempi. La discarica di Le Crete è forse la più controllata del mondo. Che cosa faremo? Porremo il problema alla Regione per capire se finalmente intende superare il rinvio permanente delle soluzioni. Basta comunque discutere di discarica si, discarica no. Qui ci vuole un progetto serio di chiusura del ciclo. I rifiuti non sono il diavolo, sono solo un problema da risolvere.

Perché un orvietano dovrebbe votarla?

Spero non per motivi estetici, mi sentirei un po’ svantaggiato. Comunque, per carità, non si sa mai. Mi consenta di scherzare un po’, essendo questa campagna elettorale piuttosto tesa. Spero che mi votino perché sanno chi sono. Sanno come ho amministrato negli anni ottanta, poi come ho fatto il preside e il dirigente del liceo Majorana, poi come ho condotto la presidenza di Rpo, ecc. Sanno insomma il mio impegno per la città, per i nostri giovani, in verità per tutti, senza distinzioni.

Quali saranno le sue ricette per i settori turismo e commercio?

Beh, qui il discorso richiederebbe davvero più spazio, essendo la nostra una delle realtà vocate proprio ad esercitare funzioni di questo tipo, in connessione anche con cultura ed enogastronomia. Oggi abbiamo una realtà troppo frastagliata, fatta di punte di eccellenza e di attività che stentano ad andare avanti. Si tratta di fare un salto sia nella qualità complessiva dell’offerta che nell’organizzazione razionale della gestione. È una delle priorità.

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