Una foglia di vite colpita da peronospora

di D.B.

La pressione della peronospora sui vigneti umbri è «molto forte», tanto da portare a una revisione al ribasso della produzione. Le stime sono state realizzate per tutte le regioni italiane dall’Osservatorio di Unione italiana vini attraverso interviste agli imprenditori del settore condotte sui territori. La peronospora viene considerata la più importante malattia che colpisce la vite, interessando foglie e grappoli nelle diverse fasi di sviluppo ed essendo in grado di causare ingenti danni.

Le stime Nel complesso, a proposito dell’impatto della malattia, l’Uiv parla di «effetti sempre più pesanti» sui vigneti a causa delle forti piogge di primavera. Secondo l’Osservatorio in Umbria in vista della prossima campagna vendemmiale è atteso un calo della produzione dal 10 al 15 per cento, con punte che potrebbero raggiungere il 30 per cento. «La produzione iniziale prevista – nota l’Uiv – era abbondante, quindi si dovrebbe arrivare a una raccolta nella norma».

In Italia A livello nazionale più colpita secondo l’Uiv è la viticultura biologica che, in alcune aree, risulta fortemente compromessa, mentre «le regioni più danneggiate sono quelle della dorsale adriatica, a partire da Abruzzo e Molise con perdite fino al 40 per cento, ma anche molte aree di Marche, Basilicata e Puglia che si affacciano alla vendemmia con cali previsti nell’ordine del 25-30%». «Complicata» poi viene definita la situazione «anche in Umbria, Lazio e Sicilia, specie nel trapanese, mentre in Romagna sono ancora da valutare gli effetti dell’alluvione, in particolare del fango nei vigneti».

Riduzione dei volumi Per le altre aree poco colpite dalla peronospora, sostiene l’Osservatorio di Unione italiana vini, si prevede invece una buona vendemmia. «In generale – ha detto il presidente Uiv, Lamberto Frescobaldi – la stagione pre-vendemmiale era partita bene un po’ ovunque, poi da maggio in avanti la situazione si è guastata. Siamo passati repentinamente dal problema degli stock in eccesso – attualmente confermato con le Dop in eccedenza a +9 per cento sullo scorso anno – a uno scenario di probabile importante riduzione dei volumi di raccolta previsti in diverse regioni».

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