Ha preso il via sabato il presidio di due giorni, presso la Cascata delle Marmore a Terni, dei lavoratori E.On per portare all’attenzione delle istituzioni territoriali, regionali e nazionali, dei parlamentari umbri e del governo le problematiche legate alla vertenza nazionale relativa alla multinazionale tedesca. In base a quanto riferito dalle segreterie comprensoriali e regionali di Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uilcem Uil, la multinazionale prevede infatti una razionalizzazione del personale a livello europeo, con il blocco degli investimenti previsti, «coinvolgendo in maniera pesante le realtà produttive italiane, compresa quella locale di Villavalle».
A rischio 50 lavoratori Forte preoccupazione viene espressa dal sindacato per il previsto calo del personale (circa 50 persone nel sito di Terni appartenenti a diversi profili professionali) e «per il rifiuto da parte dell’azienda ad ogni tipo di confronto. Ad oggi – spiegano le segreterie dei sindacati di categoria – sulla vertenza non è stato ancora aperto alcun tavolo di confronto». Nei giorni scorsi il Comune di Terni aveva scritto al Governo per chiedere di instaurare un confronto nel merito delle scelte di politica industriale che l’azienda vuole intraprendere.

