martedì 7 aprile - Aggiornato alle 18:30

Vertenze Perugina e Colussi, un pezzo di Cgil contro le reinternalizzazioni: «Ci rimetterebbero altri lavoratori»

Filt e Filcams sulle ipotesi circolate durante le trattative: «Non si scarichino i problemi su di loro»

Alcuni manifestanti in piazza per la Perugina (foto ©Fabrizio Troccoli)

di D.B.

Le vertenze Perugina e Colussi non si risolveranno con le cosiddette reinternalizzazioni, cioè tornando ad affidare determinate mansioni (dalle pulizie alla logistica per esempio) ai dipendenti degli stabilimenti senza più ricorrere a ditte esterne. Una mossa, questa, che potrebbe ridurre il numero di esuberi ma che, dall’altro lato, comporterebbe conseguenze per i lavoratori delle imprese che svolgono determinati servizi per Colussi e Perugina. Ecco perché, lunedì, Stefania Cardinali (segretaria generale Filcams Cgil Perugia) e
Marco Bizzarri (segretario generale Filt Cgil Umbria) prendono posizione contro quest’ipotesi che, durante le tante riunioni dedicate a Colussi e Perugina, è stata ripetutamente avanzata anche da alcuni rappresentanti dei lavoratori. Stando alle stime circolate nei giorni scorsi, alla Perugina potrebbero essere alcune decine in meno gli esuberi, mentre alla Colussi una quarantina. A rimetterci però sarebbero altri lavoratori, e così un pezzo di sindacato, in questo caso le federazioni che si occupano di trasporti (la Filt) e del settore commercio, turismo e servizi (la Filcams) si schierano contro quanto ipotizzato da altre federazioni.

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Filt e Filcams dicono no «Negli ultimi incontri che le categorie sindacali degli alimentaristi e le Rsu aziendali di entrambi gli stabilimenti hanno tenuto in Confindustria – spiegano i due esponenti della Cgil – si è insistito nell’individuare nell’internalizzazione di tutti o parte dei servizi in appalto, una possibile parziale soluzione per contenere gli esuberi dichiarati dalle due aziende. Filcams Cgil e Filt Cgil rimangono scettiche in primo luogo rispetto allo strumento, che comunque non permetterà di risolvere il problema né di Colussi né ancor di meno di Nestlé Perugina, visto che è risaputo che esternalizzare servizi, come le pulizie civili e industriali oppure i magazzini di stoccaggio e spedizione, ha sempre permesso alle aziende appaltanti di avere un grande risparmio, sia di denari che di gestione del personale. Ma soprattutto, Filcams e Filt esprimono una forte preoccupazione per la sorte dei tanti addetti delle cooperative e/o ditte esterne coinvolte negli appalti».

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Centinaia a rischio Cardinali e Bizzarri in una nota sottolineano poi che alcuni appalti «sono in essere da decenni e impiegano centinaia di lavoratori, moltissime donne, ma anche giovani, che negli ultimi anni hanno visto nelle cooperative e/o aziende di servizi un modo per entrare nel mondo del lavoro, sentendosi dopo tanti anni di fatto come colleghi dei lavoratori della Perugina o della Colussi». Lavoratori che nei giorni scorsi si sono riuniti in assemblea per discutere della situazione, chiedendo in primis di essere informati sulle trattative in corso che, come visto, visto le ipotesi in campo (per quanto riguarda Colussi i vertici aziendali al momento non hanno fatto aperture significative sulle reinternalizzazioni), riguardano anche loro. Ma soprattutto chiedono « che non si scarichi su di loro l’intero problema e che ci si renda conto che eventuali reinternalizzazioni aprirebbero, per la maggior parte di loro, le porte della disoccupazione più nera, visto che difficilmente le cooperative e/o aziende per cui lavorano potrebbero ricollocare così tanti addetti presso altre commesse». Per quanto riguarda Colussi, un nuovo round è previsto per mercoledì, mentre di Perugina si tornerà a discutere a Milano il 22 novembre.

Twitter @DanieleBovi

Una replica a “Vertenze Perugina e Colussi, un pezzo di Cgil contro le reinternalizzazioni: «Ci rimetterebbero altri lavoratori»”

  1. fox ha detto:

    queste porcate di esternalizzazioni sono servite ad abbattere i costi sulla pelle dei lavoratori privandoli di tutti i diritti, la gran parte di queste cooperative a scopo di lucro andrebbero abolite poi ci meravigliamo perchè il sindacato perde iscritti e la sinistra che avvalla il sistema perda voti

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