Un sit-in davanti alla Sangemini

Un «forte stato di agitazione di tutte le maestranze» in relazione «agli ultimi gravi atti unilaterali dell’azienda». Venerdì si sciopera per un’ora alla fine di ogni turno.

Sciopero È stato deciso in assemblea dei lavoratori di Sangemini e Amerino, alla presenza delle organizzazioni sindacali Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil: «Durante lo sciopero – scrivono i sindacati e la Rsu – alle ore 13 i lavoratori si ritroveranno davanti ai cancelli del sito, dove si terrà un incontro con la stampa». Nel rivendicare un piano di sviluppo per l’azienda, Flai Fai e Uila, insieme alla Rsu, preannunciano anche ulteriori iniziative, in particolare «un nuovo sciopero, con presidio, nel giorno del tavolo sulla vertenza», la cui data però non è ancora stata fissata.

«I vertici Sangemini vogliono creare tensione tra le maestranze. Chiaro il tentativo della proprietà di spaccare il fronte unitario dei lavoratori che tentano di difendere il proprio futuro in un clima di profonda incertezza mentre serpeggiano voci di cassa integrazione per un terzo di loro». Ecco in poche righe la fotografia scattata dalla Flai Cgil dell’Umbria che non si limita a raccontare quanto sta accadendo all’interno dello stabilimento ma diffida l’azienda a proseguire su questa linea e chiede che sul tavolo regionale arrivi un piano industriale di rilancio dei marchi e salvaguardia dei siti Amerino e Sangemini.

Vertenza Sangemini «I lavoratori della Sangemini – scrive il sindacato – meritano la solidarietà di un intero territorio (già fortemente attraversato da crisi aziendali) e di tutte le istituzioni interessate. Ma ogni intervento va portato nel rispetto delle proprie prerogative, a sostegno dell’azione sindacale e delle maestranze, in questa dura vertenza che riguarda la salvaguardia dei siti Sangemini e Amerino, e lo sviluppo di un intero territorio. Ben venga il tavolo regionale, auspicato dall’assessore Paparelli, ma è necessario che la proprietà sia presente con un piano industriale di investimenti e consolidamento dei marchi e dei volumi, finalizzato alla messa in sicurezza degli organici previsti nell’accordo del 2014. Nei prossimi giorni si terranno le assemblee dei lavoratori. Il nostro obbiettivo è quello di rafforzare l’unitarietà dell’azione sindacale, e contrastare il clima di tensione che invece serpeggia tra i lavoratori».

Rilancio dei marchi «La Sangemini ha attraversato nel suo passato, non troppo lontano, momenti di difficoltà, dovuti, a nostro avviso, sempre a scelte industriali mirate a speculare sul marchio Sangemini, che hanno penalizzato i marchi Fabia e Grazia. Scelte – sottolinea la Flai Cgil – che si sono rivelate sempre infauste. A nostro avviso, solo tenendo in piedi i vari marchi si può garantire un’offerta sul mercato all’altezza, tale da rendere competitiva l’azienda. Una linea vetro che possa rappresentare un valore aggiunto al marchio è un investimento che non può essere più rimandato. La mancanza di una forte rete vendita che valorizzi i marchi nei mercati che vedevano una forte presenza del gruppo (Centro-sud), sta pesando sulle vendite e non comprendiamo come si possano vendere bottiglie a marchio Ami a pochi passi dal comune di Sangemini, tradendo quella logica di ‘acqua a chilometro zero’ che la stessa società sbandierava come proprio punto di forza».

Flai Cgil «Infine – concludono – riteniamo che solo attraverso la presentazione di un piano complessivo di rilancio dei marchi e dei due stabilimenti, attraverso la valorizzazione delle professionalità e delle competenze che hanno da sempre contraddistinto i lavoratori, si possa rilanciare la Sangemini. Non certamente attraverso l’apertura della Cigs, che a nostro avviso è soltanto finalizzata ad altre strategie, che mirano ad inficiare pesantemente i salari delle maestranze, facendo ricadere sulle loro spalle i costi del piano industriale. Si calendarizzi nell’immediato un incontro tra Rsu, segreterie sindacali e azienda, perché troppe voci stanno serpeggiando tra i reparti e i lavoratori di tutto hanno bisogno tranne che di nuove incertezze. In caso contrario, si metteranno in campo tutte le azioni sindacali utili, tese al raggiungimento dei nostri obbiettivi».

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