Un vigneto in Umbria (foto F.Troccoli)

di D.B.

In Umbria la vendemmia 2025 dovrebbe portare 430 mila ettolitri di vino, con una crescita del 10 per cento rispetto allo scorso anno e ben sopra la media del periodo 2020-2024, che si era fermata a 358 mila. Le stime sono state fornite nelle scorse ore da Assoenologi, Unione italiana vini (Uiv) e dall’Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare.

Stagione favorevole Secondo il report la stagione in Umbria è stata favorevole. Le piogge di marzo hanno garantito buone riserve idriche, mentre aprile mite ha favorito un germogliamento regolare. Maggio ha visto un clima variabile, con piogge intense e qualche grandinata che ha causato solo danni localizzati. Giugno è stato caldo e soleggiato, ideale per fioritura e allegagione, mentre luglio ha registrato temperature più fresche e nuove piogge abbondanti, accompagnate da alcuni episodi di vento e grandine. La raccolta, iniziata a metà agosto con le uve per spumante e proseguita con le bianche precoci, terminerà a fine settembre-inizio ottobre con le rosse tardive. Le uve presentano uno stato sanitario molto buono, con ottime prospettive sia per i vini bianchi che per i rossi.

In Italia A livello nazionale, l’Italia si conferma il primo produttore mondiale con 47,4 milioni di ettolitri previsti, in crescita dell’8 per cento sul 2024 e in linea con la media degli ultimi anni. Seguono Francia (37,4 milioni) e Spagna (36,8 milioni). La geografia della vendemmia 2025 mostra un forte traino del Sud, con un incremento del 19 per cento sostenuto dalla Puglia (+17 per cento), mentre il Nord cresce in modo più contenuto: +8 per cento nel Nord Ovest, con la Lombardia in ripresa, e +3 per cento nel Nord Est, dove spiccano Friuli (+10 per cento) e Trentino-Alto Adige (+9 per cento). Veneto registra un +2 per cento, mentre l’Emilia-Romagna resta sostanzialmente stabile. Al Centro, invece, la produzione scende del 3 per cento, penalizzata soprattutto dalla Toscana (-13 per cento) nonostante gli incrementi di Umbria, Marche (+18 per cento) e Lazio (+5 per cento). Con quasi 12 milioni di ettolitri il Veneto si conferma la prima regione produttrice, seguito da Puglia ed Emilia-Romagna; Sicilia e Abruzzo completano la top five.

Il quadro In Europa la produzione torna a crescere del 2,1 per cento. La Francia recupera e supera la Spagna, rispettivamente al secondo e terzo posto della classifica mondiale, mentre Germania e Portogallo seguono a distanza. Il quadro commerciale resta però difficile. Il mercato è appesantito da giacenze stabili, da un calo dei volumi esportati nei primi mesi del 2025 e dai dazi statunitensi. La domanda interna premia soprattutto le bollicine, mentre rallentano i vini fermi.

I commenti «La qualità delle uve si preannuncia molto buona, in alcune zone addirittura eccellente» ha dichiarato il presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella, sottolineando il ruolo cruciale degli enologi in un contesto climatico sempre più imprevedibile. Per Sergio Marchi, direttore generale di Ismea, «la vendemmia 2025 registra risultati ampiamente positivi sia in termini di quantità che di qualità». Più prudente Lamberto Frescobaldi, presidente dell’Unione italiana vini: «Alle attuali condizioni di mercato sarà difficile garantire la giusta remunerazione alla filiera con una vendemmia da 47,4 milioni di ettolitri».

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