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venerdì 17 settembre - Aggiornato alle 21:47

Usl 1, non c’è l’accordo sindacale su tempi di vestizione: «Andremo in tribunale»

Per Cgil e Uil l’esito dell’iniziativa davanti ai giudici appare scontata la pronuncia per analogo caso in Usl 2

©Fabrizio Troccoli

«Lavoratrici e lavoratori della sanità della Usl Umbria 1 hanno diritto a vedersi riconosciuto un giusto indennizzo per i tempi di vestizione non conteggiati, ma l’azienda, anziché cercare di trovare un accordo con le organizzazioni sindacali tira dritta per la sua strada, imponendo con arroganza un modello organizzativo unilaterale che finirà per peggiorare il servizio».

Ad affermarlo in una nota sono i sindacati della sanità della Usl Umbria 1, Fp Cgil e Uil Fpl, che hanno concluso negativamente il tavolo con la direzione aziendale, non trovando alcuna apertura alle proposte avanzate. «Volevamo un accordo che avrebbe portato ad un risparmio notevole per le casse dell’azienda – sottolineano i sindacati – invece, evidentemente, si preferisce portare anche qui la partita in tribunale, con un esito che appare scontato, visti anche i precedenti alla Usl Umbria 2». Tra l’altro, secondo le organizzazioni sindacali, il modello imposto dall’azienda sanitaria avrà ripercussioni anche sul numero delle prestazioni erogate all’utenza e quindi sulle liste d’attesa, «visto che – spiegano le sigle dei lavoratori della sanità – si intende recuperare il tempo di vestizione ritardando l’apertura e anticipando la chiusura di alcuni servizi che erogano prestazioni ambulatoriali. Siamo di fronte ad un atto unilaterale non solo ingiusto ma potenzialmente dannoso per i servizi alla cittadinanza – concludono Fp Cgil e Uil Fpl – e tutto questo è inaccettabile. Da parte nostra, daremo battaglia, in tutte le sedi preposte, per ottenere il giusto riconoscimento per lavoratrici e lavoratori e difendere la qualità del servizio sanitario pubblico».

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