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martedì 25 gennaio - Aggiornato alle 06:02

Urban Re-generation, Terni e Narni sfidano Greta Thunberg: -50.000 ton di CO2

Risultato 2019-20 delle prime otto aziende aderenti al progetto Confindustria-Carit: spicca Novamont, in coda altre 30

di Marta Rosati

«Due terzi degli scarti industriali sono trasformati in materie prime; in un biennio le migliori pratiche ambientali hanno consentito una riduzione di emissioni di CO2 pari a 47.000 tonnellate; le otto aziende aderenti sono pluricertificate in qualità, sicurezza, gestione ambientale ed energetica, quattro di queste redigono regolarmente il proprio bilancio di sostenibilità, su un numero che non supera le centinaia in Italia; la produzione di energia da fonti rinnovabili è stata incrementata e i consumi ridotti». Questi alcuni dei risultati raggiunti dalle prime otto aziende aderenti al progetto Urban Re-generation, promosso da Confindustria e Fondazione Carit sul territorio di Terni e Narni. Le protagoniste sono Ast, Tarkett, Beaulieu, Erg, Exolon, Sangraf, Fucine Umbre e Novamont, con quest’ultima premiata dalle altre sette per la migliore performance in termini di transizione ecologica. La fase uno del progetto è terminata, la seconda è entrata nel vivo e su 30 ulteriori aziende invitate a partecipare alle sfide green, 23 hanno già accettato. L’obiettivo è tracciare un bilancio di sostenibilità dell’intero distretto: «Saremmo i primi in Italia ha detto l’ingegnere Giuseppe Cioffi, numero due della sezione ternana di Confindustria. Così cerchiamo di smentire Greta Thunberg, perché facciamo fatti e non solo bla bla bla».

Urban Re-generation ‘Dal punto di vista dell’industrializzazione, la Conca Ternana rappresenta un caso unico in Italia e, per molti aspetti, in Europa. La realtà industriale di questo territorio risale al XIX secolo quando Terni divenne, tra l’altro, una delle prime città industriali del Paese, guadagnandosi gli appellativi di ‘Città dell’acciaio’ e ‘Manchester italiana’. Così il nuovo sito internet del progetto Urban Re-generation, lanciato in occasione della conferenza stampa di martedì 7 dicembre, per fare il punto sui risultati sin qui raggiunti e gli obiettivi da traguardare, racconta l’Umbria meridionale, mettendo in luce quegli aspetti che fanno dell’industria l’orgoglio di chi vive il territorio. Tuttavia questo sentimento si scontra spesso con quella che il presidente di Fondazione Carit Luigi Carlini e il numero uno della sezione ternana di Confindustria Claudio Morelli definiscono «visione distorta della realtà in termini ambientali». Come a dire che, a scanso di equivoci, le aziende che fanno profitto sul territorio, non si sottraggono all’obiettivo di apportare benefici, attraverso la sostenibilità delle proprie attività e grazie anche agli investimenti e la collaborazione con le istituzioni locali che vanno dalla formazione (basti pensare alla creazione dei nuovi corsi specializzati Its) alla formazione professionale, fino alla gestione dei rifiuti e quella energetica. Erano presenti anche il Sindaco di Terni Leonardo Latini e l’Assessore del Comune di Narni Alfonso Morelli. Hanno già formalizzato l’adesione all’iniziativa 23 aziende: Acea Ambiente, Alcantara, All Food, Asm Terni, Befood, Bernardini, Ceplast, Coiben, Cosp Tecno Service, Enerstreet, Eskigel, Faurecia, Garofoli, Mirachrome, Morelli Logistica & Servizi, O-I Manufacturing Italy, Pallotta, RMT Recupero Materiali Terni, S.c.a.t. Terni, Sammi, Terni Servizi Tiesse, Umbria Energy, Urbani Tartufi.

Terni-Narni candidate a primo distretto industriale della sostenibilità Il progetto si articola in tre fasi – è stato spiegato nella sede ternana di Confindustria. La prima fase ha avuto l’obiettivo di mappare le buone pratiche in materia di sostenibilità ambientale e di economia circolare delle 8 imprese promotrici, sulla base di 10 pilastri definiti in accordo ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile individuati dalle Nazioni Unite nell’Agenda 2030. In particolare, i 10 Pilastri sono stati assunti dai promotori come riferimento per lo sviluppo e l’attuazione di iniziative in ambito energetico, sviluppo sostenibile e riduzione dei gas serra. La seconda fase appena iniziata prevede: l’implementazione da parte delle imprese promotrici di politiche, investimenti e progetti finalizzati all’ulteriore incremento delle rispettive performance in tema di sostenibilità, risparmio energetico e riduzione di gas serra; l’allargamento del network con il coinvolgimento nel progetto di nuove imprese, specie PMI, con contestuale disseminazione /diffusione delle buone pratiche implementate dalle imprese promotrici; e la predisposizione del Primo Bilancio italiano di Sostenibilità di Distretto, che metterà in evidenza le ricadute positive sul territorio delle buone pratiche aziendali e l’attivazione degli interventi tangibili delle imprese a diretto beneficio della collettività e dell’intera area. Così, verrà sviluppato un dialogo aperto e continuativo con le Amministrazioni e le Comunità locali e saranno promosse iniziative di comunicazione a livello nazionale e internazionale finalizzate alla promozione del territorio e al confronto con le migliori pratiche europee. La terza fase, infine, prevede il perseguimento dell’obiettivo strategico del progetto Urban Re-Generation: il conseguimento della certificazione del primo ‘Distretto Industriale della Sostenibilità’ del nostro Paese. A tale scopo, verranno promosse azioni finalizzate all’attrazione di talenti e di risorse, anche attraverso il dialogo con le Istituzioni a livello regionale, nazionale ed europeo.

 

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