Il provvedimento in queste ore in giunta (Foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

L’Umbria è a una svolta e ha bisogno di politiche all’altezza della situazione. E’ questo lo scenario che emerge dalla prima bozza del Documento annuale di programmazione (il Dap) ancora all’esame della giunta regionale, bozza di cui Umbria24.it è in grado di anticipare analisi e le principali linee guida rimandando ad ulteriori servizi tutti gli approfondimenti sugli aspetti non toccati. Il punto di partenza è proprio l’analisi dello scenario economico nazionale e delle conseguenze che le manovre estive, e da ultima quella natalizia, produrranno per l’Umbria. Oltre 240 i milioni in meno per il 2011, cifra che lievita a 305 per il 2012, 332 per il 2013 e 380 per il 2014. A complicare ulteriormente la situazione c’è l’inasprimento del patto di stabilità, che riduce dal 25 al 20% la capacità di indebitamento della Regione. Ciò significa per palazzo Donini la quasi totale saturazione della possibilità di contrarre mutui e prestiti che, è bene ricordarlo, la Regione può utilizzare solo per investimento che rischiano quindi di bloccarsi.

IL PACCHETTO ANTICRISI APPROVATO VENERDI’ DALLA GIUNTA

Lavoro e credito A preoccupare è poi il deterioramento degli indicatori economici che riguardano l’Umbria e che disegnano un quadro di stagnazione. Nel secondo semestre dell’anno è cresciuto il numero di imprese che ha chiuso i battenti, i consumi ristagnano, l’occupazione idem con particolari difficoltà per le donne. Nel complesso, dai quasi 385 mila occupati del gennaio 2008 si è passati ai neanche 370 mila del giugno scorso. Note poi anche le difficoltà legate al credito: bassi finanziamenti alle imprese, crediti deteriorati e costi per le famiglie preoccupano.

La stagnazione Le previsioni che riguardano il Pil sono da brivido. Sopra ai livelli del 2007 si ritornerà, forse, nel 2016 e cioè con un anno di ritardo, se le previsioni si riveleranno corrette, rispetto alle regioni vicine. Numeri negativi anche per il Pil pro capite che secondo gli uffici tecnici crescerà leggermente a partire dal 2012 ma meno della già non esaltante media nazionale. Risultato, se nel 2007 la media umbra era di quasi 20.500 euro nel 2015 si veleggerà poco sopra i 18.500 euro, duemila in meno rispetto al resto d’Italia. Storici ritardi si riscontrano anche per la produttività del lavoro, con una crescita piatta da qui al 2015. Il quadro è inequivocabilmente quello della stagnazione, un galleggiamento con indicatori anche sotto la media nazionale. Se a ciò si aggiunge una fase caratterizzata da sempre minori risorse pubbliche, è chiaro che all’Umbria serve il cambio di rotta e una presa di coscienza da parte di tutti gli attori sociali.

Green economy e ambiente La spinta riformatrice deve essere intensa in uno scenario radicalmente diverso rispetto alla primavera 2010 quando la presidente lesse in aula il programma di legislatura. E quindi il 2012 dovrà essere l’anno in cui spingere sulla semplificazione amministrativa, sui testi unici, sulla fusione di Apt e Sviluppumbria in grado di fornire alle imprese una agenzia efficiente e dovrà essere l’anno in cui ridisegnare l’operatività di Gepafin. Al centro della campagna elettorale della presidente e del suo programma di legislatura c’è la green economi, slogan vuoto se non riempito di contenuti. E allora nel 2012 ci saranno oltre 20 milioni di euro, derivanti da fondi europei, per l’ecoinnovazione delle imprese, per le reti pubbliche, per i sistemi di pubblica illuminazione e per la produzione di energia pulita su edifici pubblici. Il 2012 poi sarà l’anno della definizione della nuova strategia energetico-ambientale che guarderà al 2020. Obiettivo, in sintesi, più energia da fonti rinnovabili e meno consumi.

Credito e agricoltura Fondamentali saranno le politiche per l’internazionalizzazione delle imprese, con l’ipotesi di un ruolo più stretto tra i pubblico e il privato per quanto riguarda il Centro estero. Per quanto riguarda il credito una sorta di «federazione» tra Gepafin e Consorzi fidi e un rafforzamento del Fondo rischi cercheranno di rispondere alle esigenze delle imprese. Anche per l’agricoltura si preparano anni importanti: con la nuova Pac, salvo modifiche, gli aiuti diretti per l’Umbria caleranno del 30%. Anche qui l’idea è quella di un approccio «green» con politiche 2012 per le agroenergie, per la diffusione dei prodotti bio (un mercato sempre più in espansione) e, perché no, di un accordo con la grande distribuzione per i prodotti di qualità. Tabacco e vino vengono trattati a parte: per il primo servono minori costi e una maggiore capacità di rapporto con le multinazionali. Obiettivo: stabilizzare la domanda e spuntare prezzi migliori. Per il vino l’obiettivo è invece quello di aiutare le aziende, troppo piccole, a stare sul mercato cercando di legare tra loro produzione, distribuzione e promozione turistica.

Welfare e non solo Nel corposo documento, ancora privo della parte relativa agli interventi finanziari, ampio spazio è dedicato alle riforme, dalla sanità (di cui Umbria24.it si è ampiamente occupata nei giorni scorsi) al welfare fino al turismo. Se per quanto riguarda la prima «balena» anche l’ipotesi di valorizzare parti del patrimonio, per il welfare si pensa anche ad una ridefinizione della governance. Ad esempio, nuovi strumenti di affidamento dei servizi (orientando il tutto alla qualità) e meno risorse per il funzionamento degli Uffici di piano comunali con risparmi da 2,8 milioni da girare all’effettiva erogazione di servizi: insomma, dalla macchina al cittadino. Per quanto riguarda i rifiuti invece si spiega esplicitamente che l’obiettivo 2012 del 65% di raccolta differenziata non è raggiungibile, anche se si registrano gli ottimi risultati che arrivano dalla diffusione capillare del porta a porta e delle politiche di incentivo. Nel corso della giornata tutti gli approfondimenti.