Quanto sia attrezzata l’Umbria per vincere la sfida di realizzare molte comunità energetiche non è possibile stabilirlo. Quanto invece sia in fermento il sistema regionale si, atteso che quasi tutte le aree della regione sono attualmente occupate da progetti avanzati, sperimentali o comunque iniziative delle istituzioni locali volte a favorire il protagonismo privato e del terzo settore. Accae anche in altre regioni. Tant’è che l’Umbria in termini numerici non è tra quelle che attualmente ne ha prodotte di più. Piemonte, Sicilia, Lombardia e Lazio, da sole ne detengono la metà del totale realizzate in Italia. Ma la nostra regione è sicuramente tra quelle che ne sta sperimentando modelli differenti, creando i presupposti per agganciare il prima possibile la strada giusta. Che significa abbattere i costi, ottimizzare la gestione, allargare la partecipazione e attrezzarsi sull’innovazione. Ma tutto questo ha bisogno di un quadro normativo che tenga conto degli ostacoli già conosciuti e delle difficoltà che si prefigurano. In quest’ottica il ministro dell’Ambiente e della sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto, ha firmato, venerdì, il decreto che introduce importanti modifiche alla disciplina per l’incentivazione delle comunità energetiche rinnovabili (Cer) e delle configurazioni di autoconsumo.
Il provvedimento, applicabile anche alle richieste già presentate, estende l’ambito della misura finanziata dal Pnrr ai comuni con popolazione inferiore ai 50 mila abitanti. Si tenga conto che in Umbria, su un totale di 92 comuni, ben 61 (circa il 66%) hanno meno di 5.000 abitanti. Di questi, 19 superano i 10.000 abitanti, mentre i restanti 72 comuni hanno una popolazione inferiore a tale soglia. Pertanto, la maggior parte dei comuni umbri ha meno di 50.000 abitanti. Solo tre comuni superano questa soglia: Perugia (162.099 abitanti), Terni (106.436 abitanti) e Foligno (55.265 abitanti). In sintesi, dei 92 comuni umbri, 89 hanno meno di 50.000 abitanti.
La nuova decisione del Governo prevede inoltre una maggiore flessibilità nei tempi di entrata in esercizio dei progetti, la possibilità di richiedere un anticipo fino al 30% del contributo, e l’esclusione del fattore di riduzione in caso di cumulo con altri contributi, anche per le persone fisiche.
«Abbiamo lavorato per migliorare l’orientamento dello strumento di incentivazione, con l’obiettivo di facilitare e ampliare la platea dei beneficiari», ha dichiarato il ministro Gilberto Pichetto. «Crediamo fortemente nelle Comunità energetiche come strumento per fornire energia rinnovabile a prezzi accessibili. Con questo intervento normativo rafforziamo un percorso iniziato oltre un anno fa, volto ad aumentare i benefici ambientali, economici e sociali per le famiglie italiane». Il decreto sarà ora trasmesso alla Corte dei Conti per le verifiche di competenza, prima della pubblicazione e della successiva entrata in vigore.
L’Umbria è tra quelle regioni che, insieme ai vari progetti di comunità energetiche locali, ha avviato il cantiere addirittura per una comunità energetica regionale. Il modello che attualmente sembrerebbe maggiormente adatto alle dimensioni del nostro territorio regionale, consentendo maggiori economie di scala.
Ma vediamo quali sono le altre iniziative in corso nella regione. A terni c’è La Cer “Insieme Sostenibili”, costituita nel dicembre 2024 da dieci imprese locali e già operativa: mira a superare i 5 MW di impianti produttivi, coinvolgendo oltre 500 membri tra aziende, cittadini ed enti pubblici. A Perugia undici imprese hanno dato vita alla “Cooperativa Perugia Green Energy”, un progetto che promuove la produzione e condivisione di energia rinnovabile. Poi c’è Progetto Green Community: Legacoopsociali Umbria e Aris Impresa Sociale, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, hanno avviato un progetto per la creazione di 10 nuove Cer, con le prime quattro previste a Baschi, Allerona, Parrano e San Venanzo. Quindi Rete 0Kw che ha avviato oltre 15 progetti di comunità energetiche in Italia, alcuni dei quali in Umbria, coinvolgendo imprese e pubbliche amministrazioni, con una potenza installata complessiva prevista di oltre 15 MW.
Ad Assisi è stata recentemente costituita una Comunità Energetica Rinnovabile (Cer) di grande rilievo, denominata ‘Cantico Ets’ . La comunità è formata da 68 soggetti aderenti, tra cui 18 soci fondatori, 46 soci ordinari e 4 tra produttori terzi e finanziatori. I membri includono cittadini, piccole e medie imprese, enti religiosi, istituzioni locali, associazioni del terzo settore e organizzazioni di ricerca e formazione.
La Cer Trasimeno punta su una rete diffusa di impianti fotovoltaici di piccola e media taglia, distribuiti sul territorio, per minimizzare l’impatto paesaggistico e massimizzare i benefici locali. Mentre nell’area di Orvieto è stata costituita la Comunità Energetica Cooperativa Alto Orvietano, promossa dal sindaco di Parrano, Valentino Filippetti. Il Comune di Monte Santa Maria Tiberina ha avviato un progetto per la realizzazione di una comunità energetica, con l’obiettivo di generare risparmi per i cittadini e le attività locali.
Infine il protagonismo vede una virtuosa collaborazione tra istituzioni, mondo cooperativo e imprese, con il coinvolgimento delle rispettive organizzazioni sindacali di riferimento, tra questi Lega Coop, La Camera di Commercio, enti del terzo settore ma anche religiosi come i francescani di Assisi. In particolare è da annotare come molti comuni abbiano già predisposto i regolamenti ma anche le forme di incentivazioni per stimolare l’iniziativa privata e la capacità di aggregazione di vari protagonisti sui territori.
