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Umbria, produttività e retribuzioni sotto la media. Caso Piegaro: profondo Nord vista lago

Tra i sistemi locali in vetta Umbertide, in coda la Valnerina Interattivo: dati comune per comune

©Fabrizio Troccoli

di Ivano Porfiri

Una produttività e un livello di retribuzioni molto al di sotto della media italiana e di quella del Centro Italia, con le dimensioni ridottissime della gran parte del tessuto imprenditoriale che costituisce una zavorra in termini di fatturato e valore aggiunto. Ma con alcune realtà locali e alcuni sistemi territoriali in grado di reggere meglio di altri le sfide, come il caso eclatante di Piegaro, piccolo centro sulle sponde del Trasimeno con numeri da profondo Nord produttivo. È la fotografia scattata dall’Istat ai risultati economici delle imprese umbre relativi ai dati di bilancio 2016.

INTERATTIVO: I DATI DEI COMUNI

Umbria sotto la media In Umbria nel 2016 risultano 69.400 unità locali di cui 68.825 con meno di 10 dipendenti, che danno lavoro a 234.012 addetti, di cui 155.561 dipendenti. Le retribuzioni complessive sono pari a 3,5 miliardi di euro e un valore aggiunto di 8,7 miliardi. Il fatturato di 32,2 miliardi, una spesa per beni e servizi di 22,9 miliardi. Il valore aggiunto vale il 27% del fatturato, gli acquisti di beni e servizi il 71,1%. Le retribuzioni pesano per il 40,6% sul valore aggiunto, più che in tutte le regioni del Centro-Nord tranne il Friuli.

INTERATTIVO: I DATI DEI SISTEMI LOCALI

Indice di produttività e retribuzioni L’indice di produttività apparente cioè il valore aggiunto per addetto è in media di 37.207 euro che pone l’Umbria molto al di sotto della media italiana (46.575) e del Centro (46.135)  e dopo tutte le regioni del Centro-Nord, Lazio compreso, mentre precede quelle del Sud tranne la Basilicata. Le retribuzioni per dipendente valgono mediamente 22.719 euro, sotto la media italiana di 25.952 e del Centro (25.186), molto più vicine al livello delle regioni del Meridione (20.501). L’industria, rispetto ai servizi, ha un indice di produttività molto superiore (48.731 euro contro 30.881). E anche le retribuzioni dei dipendenti: 26.152 contro 20.262 euro.

Piccoli meno produttivi Anche la classe dimensionale delle imprese conta: la produttività passa da 26.219 euro per quelle da 0 a 9 dipendenti a 44.795 per quelle da 10 a 49 dipendenti, a 55.724 per quelle fino a 250 dipendenti e 55.236 oltre 250. Allo stesso modo le retribuzioni: 18.190 euro fino a 9 dipendenti, 23.255 fino a 50, 27.016 fino a 250 e 26.169 oltre 250.

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Il caso di Piegaro Declinando i numeri a livello ancora più locale, vengono fuori storie particolari. Considerando che i dati sono riferiti alla sede aziendale e non alle retribuzioni della popolazione residente, quindi molto soggetti alla presenza anche di una singola realtà economica importante, il Comune col più alto indice di produttività è Piegaro con 76.537 euro, quasi il doppio della media regionale. Seguono staccatissimi Giano dell’Umbria con 58.926 e Narni con 57.386. Perugia, per dire, fa 39.843. È evidente come influisca la presenza della Vetreria Piegarese, ma anche della centrale Enel di Pietrafitta. «Sono dati molto importanti – commenta il sindaco appena rieletto Roberto Ferricelli – frutto di anni di grande lavoro portato avanti dalla cooperativa piegarese e dal suo presidente Bruno Gallo. Oggi dà lavoro a 180 persone più l’indotto, ma speriamo che presto vada in porto l’ampliamento con altri 80 occupati. Negli ultimi 5 anni, quelli del mio mandato, ho visto fatturato e produzione crescere sempre, anche con progetti leader a livello italiano come la Eurorecuperi per il riciclo del vetro». Anche dalla centrale ci si aspetta tanto. «Siamo a fianco dei sindacati che chiedono il raddoppio immediato del personale – afferma il sindaco – visto che Enel ha dichiarato di puntarci. E attendiamo anche un progetto dalla Regione sulla vecchia centrale. Così finalmente il nostro territorio potrà tornare a dare lavoro in quantità e qualità».

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Retribuzioni nei comuni Piegaro è sul podio anche dei comuni con aziende dalla retribuzione più alta, ma in vetta c’è la minuscola Sant’Anatolia di Narco con 29.907 euro a dipendente (la vicinissima Scheggino, ad esempio, è a meno della metà con 13.801 euro), seguita proprio da Piegaro con 29.882 e Massa Martana con 29.401. Tra le città più grandi, Narni con 25.690 si piazza davanti a Terni con 23.567, Gubbio con 23.345, Foligno con 23.038, Perugia 22.895, Città di Castello con 22.355, Orvieto con 21.284, Spoleto con 20.702.

Sistemi del lavoro Guardando a dimensioni territoriali più consistenti e significative, la realtà migliore sono i “sistemi locali del lavoro”, parti di territorio individuate dall’Istat come luoghi in cui la popolazione risiede e lavora e dove quindi esercita la maggior parte delle relazioni sociali ed economiche: non tengono conto dei confini amministrativi, infatti parti di territorio umbro ricadono in sistemi non umbri. A livello di produttività prevale quello di Umbertide l’unico oltre soglia 40 mila con 40.957 euro nel rapporto tra valore aggiunto e numero di addetti (su 1.516 imprese), seguita da Perugia con 39.322 (21.174 imprese), Terni con 38.720 (12.965 imprese), Assisi con 38.010 (5.129 imprese), Foligno con 37.218 euro (6.555 imprese), Città di Castello con 35.998. Poi Castiglione del Lago con 35.955, Todi con 34.748, Orvieto con 33.464, Spoleto con 33.047, Gualdo Tadino con 32.011, Gubbio con 30.115, Norcia con 27.924 e chiude Cascia con 18.822 delle sue 471 imprese. Va conteggiato anche un 15esimo sistema del lavoro, cioè quello di Chiusi che racchiude buona parte del Pievese e fa registrare 37.051 euro.

Dove si guadagna di più? Per le retribuzioni tra i sistemi locali prevale sempre Umbertide con 25.173 euro (quindi a livello della media del Centro Italia, molto distante dai 17.135 euro del sistema locale di Cascia. In mezzo, Terni con 23.266 supera Perugia con 22.973 euro. Ma Todi fa meglio di entrambe con 23.489. Bene anche Gubbio con 23.309 e Castiglione del Lago con 23.185. Male, invece Gualdo e Norcia, sotto ai 20 mila euro e Orvieto poco sopra.

 

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