di Daniele Bovi
È quello di Ferruccio Bufaloni il nome scelto dai soci di Umbria mobilità per la carica di nuovo amministratore unico della società. La nomina è arrivata nel tardo pomeriggio di venerdì durante l’assemblea. Quello di Bufaloni, commercialista di 56 anni, non è certo un nome nuovo per coloro che da cinque anni a questa parte hanno seguito da vicino l’agonia dell’ormai ex azienda unica del trasporto pubblico regionale fino alla vendita della parte sana a FS-Busitalia. A fine settembre 2012 infatti, a poche settimane dall’esplosione della crisi dell’azienda, Bufaloni era stato scelto insieme a Gilberto Santucci come advisor per curare i rapporti con il pool di banche che avrebbe dovuto concedere un maxi prestito da 25 milioni di euro a UM. Fu Bufaloni, insieme al collega Santucci, a curare anche il piano di ristrutturazione della società volto alla vendita della parte sana.
Verso l’Agenzia Da lì nel giro di qualche mese l’ex società unica dei trasporti fu divisa in due: da una parte Umbria mobilità Esercizio, cioè la parte operativa acquisita al cento per cento da FS-Busitalia, mentre Umbria mobilità e tpl spa si occupa sostanzialmente dell’infrastruttura ferroviaria, delle partecipate rimaste e delle partite finanziarie tuttora aperte. Il mandato affidato dai soci a Bufaloni è ora quello di traghettare l’azienda verso il prossimo obiettivo, che è quello di trasformarla in tempi brevi nell’Agenzia regionale del trasporto; l’ambizione è quella di tagliare il nastro entro a gennaio 2018. Per Umbria mobilità la giornata di venerdì segna anche il cambio del sistema di governance: il predecessore di Bufaloni infatti, il dirigente regionale Lucio Caporizzi, era presidente della società che era dotata, fino a ora, anche di un consiglio di amministrazione. Ora, anche sulla scorta delle novità introdotte dalla Legge Madia, arriva l’assetto più snello.
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