Lavoro Foto Fabrizio Troccoli

Una fotografia sull’Umbria del lavoro scattata da Ires Cgil indica una riduzione della richiesta di cassa integrazione e un aumento delle domande di disoccupazione

 

Cgil «La Cassa integrazione ordinaria – scrive Mario Bravi, presidente Ires – , in Umbria nel 2017, è stata pari a 2.200.200 ore, con una riduzione del 34,5% rispetto al 2016. Quella straordinaria è di 5.716.937 ore, con una riduzione del 8,1% rispetto al 2016. In deroga, invece, è di 1.444.329 ore, con un aumento, in questo caso, del 21,3% rispetto al 2016. Il totale delle tre tipologie di Cig – secondo quanto rivelato da Ires su dati Inps- dà il seguente risultato: 9.339.536 ore, con una riduzione complessiva del 13,1% rispetto al dato finale del 2016».

Le ragioni Nessun ottimismo dice Ires Cgil perchè «la riduzione nel ricorso alla Cig (- 13,1%) è molto meno marcata di quanto non sia avvenuto a livello nazionale (-39,4%) e inoltre va sempre tenuto presente che l’apparato manifatturiero della nostra regione si è ridotto di almeno il 25% ed è evidente che un comparto ridimensionamento comprime anche la richiesta di ammortizzatori sociali».

Numeri Ma che la crisi continui a mordere duramente nella nostra regione è dimostrato anche dalle domande di disoccupazione. «Infatti – ancora Ires -, le richieste di disoccupazione presentate nel 2017 risultano essere 23.657. Erano 22.487 nel 2016, con un aumento di oltre il 5%. Inoltre, nel solo mese di gennaio, sono state presentate in Umbria ben 2.647 domande, un dato che, se il trend venisse confermato, lascia ipotizzare un ulteriore aumento nel 2018». Se a questo dato fornito dall’Inps affianchiamo quello di Istat che parla «di 42mila disoccupati e di 23mila giovani che non studiano né lavorano, è evidente che non possiamo abbandonarci a facili ottimismi che non trovano riscontro nella realtà. Servono politiche economiche alternative, investimenti pubblici e privati, per contrastare il lavoro povero e precario. In sintesi, è necessario un Piano del lavoro che ridia diritti e dignità e che guardi al futuro della nostra regione».

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