Maurizio Oliviero

di Danilo Nardoni

Si chiama Hamu l’Hub interregionale Abruzzo Marche Umbria presentato venerdì come un’alleanza tra scienza, conoscenza e imprenditorialità, elementi considerati come leve fondamentali per il rilancio del Centro Italia. La conferenza stampa si è tenuta nell’aula magna del rettorato dell’Università di Perugia con interventi, fra gli altri, anche dei presidenti della Regioni, Marco Marsilio (Abruzzo), Francesco Acquaroli (Marche) e Donatella Tesei. «L’Hub – ha detto il presidente della neonata realtà, il rettore Maurizio Oliviero – non nasce per svolgere ulteriori analisi e ricerche, ma per utilizzare le conoscenze già esistenti e sintetizzare alcuni progetti da realizzare per lo sviluppo delle tre regioni».

Cos’è L’Hub pensa a un Centro Italia visto come «collante» tra Nord e Sud e come «una opportunità» per tutto il paese, e si immagina come un «think tank» di esperti impegnato nella soluzione di problemi complessi nell’area delle tre regioni coinvolte, che coinvolge al momento 10 fra enti di ricerca, associazioni industriali, università e fondazioni; il tutto con lo scopo di contribuire all’elaborazione di progetti strategici per lo sviluppo del territorio in una prospettiva interregionale di crescita, sostenibilità, sicurezza e connettività.

Luogo di confronto Hamu quindi – secondo quanto evidenziato anche dai vari interventi dei rappresentanti degli enti che fanno parte dell’Hub – vuole essere un luogo di confronto tra soggetti depositari di conoscenze scientifiche e tecnologiche e soggetti animati da un forte spirito imprenditoriale ed elaborare proposte di politica industriale inerenti i fondi strutturali della politica di coesione e i fondi di Next Generation, Green deal e altri fondi europei. Hamu è stato pensato in accordo con Cassa depositi e prestiti ed entro il 15 luglio – è stato annunciato – saranno definiti i primi progetti da avviare a realizzazione.

Ricerca e sviluppo L’iniziativa, per Tesei, «è importante perché mette insieme sapere e ricerca verso uno sviluppo sostenibile di un territorio allargato, quello dell’Italia centrale di mezzo». Territorio che, secondo Tesei, «svolge un ruolo di cerniera e unione». «Il nostro paese si salva se si elimina il disequilibrio tra territori che lo caratterizza» ha poi sottolineato la presidente ricordando infine che grazie ad Hamu «possiamo ora fare squadra e fortificarci, anche per parlare con le altre regioni dell’Italia centrale». «Superare una mentalità ristretta e lavorare con nuovo spirito» è quanto auspica il presidente della Regione Abruzzo. «Questi tre territori possono ora lavorare insieme – ha detto Marsilio – e uscire dai loro confini per valorizzare quanto c’è di comune. Per la verità stiamo sviluppando questi ragionamenti da un po’ di tempo, costretti anche dal sisma».

Rilancio Una «sfida interessante» è quella di mettere a dialogo territori vicini, secondo Acquaroli, presidente Regione Marche: «Territori che rappresentano un sistema importante su cui si è basata la crescita del paese. Il mondo è cambiato oggi, da 20 anni c’è una crisi, e quindi stiamo facendo una riflessione profonda e iniziamo a porci delle domande su come rilanciare il nostro sistema produttivo immaginando la crescita di imprese e territori». Nel corso della presentazione sono intervenuti per Confindustria Marco Fracassi (Abruzzo), Claudio Schiavoni (Marche) e Antonio Alunni (Umbria); il rettore del Gran Sasso Science Institute (Eugenio Coccia) e i prorettori dell’Università Politecnica delle Marche (Paolo Mariani) e dell’Università degli Studi dell’Aquila (Pasquale Lelio Iapadre); i presidenti delle Fondazioni Aristide Merloni (Francesco Merloni), Cassa di Risparmio di Perugia (Cristina Colaiacovo) e Magna Carta (Gaetano Quagliariello); ed infine i responsabili dei tavoli operativi e il coordinatore Hamu Gian Mario Spacca.

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