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lunedì 17 maggio - Aggiornato alle 18:50

In Umbria 36 alberi “parlanti” capaci di raccontare il proprio stato di salute

Progetto Pefc in 146 ettari di bosco certificato: degli arbusti si conoscerà tutto, dalla quantità di carbonio stoccata alla qualità del fogliame

Un bosco

Alberi “parlanti” capaci di raccontare il proprio stato di salute con l’aiuto della tecnologia, ossia di sensori che misurano parametri eco-fisiologici. Accade nel Bosco di Piegaro, a Città della Pieve, 146 ettari di foresta umbra certificata Pefc, di proprietà della famiglia Margaritelli.

In Umbria 36 alberi “parlanti” Qui gli alberi resi “parlanti” dai sensori sono 36 e tutti sono dotati di un sistema di ultima generazione, che si chiama proprio Tree Talker, basato sull’IoT (internet of things), in grado di fornire in tempo reale a una rete di monitoraggio dati relativi alle funzioni dell’albero: i sensori permettono di rilevare i flussi d’acqua, la crescita in diametro, la quantità e la qualità del fogliame, ma anche la stabilità, la respirazione, la quantità di carbonio stoccata, così come la salute e la mortalità della pianta per fattori umani e climatici.

Raccontano il proprio stato di salute La sperimentazione viene messa in atto su piccola scala all’interno di questa foresta umbra ed è la prima italiana del progetto Trace (Tree monitoring to support climate adaptation and mitigation through Pefc Certification), cui collabora anche la Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc). «Misurare con strumenti innovativi la capacità degli ecosistemi di stoccare carbonio o di essere resilienti ai cambiamenti ambientali – dice Riccardo Valentini del Cmcc – è fondamentale per prendere decisioni in merito al miglioramento della qualità e della redditività della gestione forestale».

Pefc: «Costa poco» Col sistema Tree Talker sia i soggetti già certificati per la gestione forestale sostenibile, che quelli che richiedono di entrare nel sistema di certificazione, possono conoscere i propri alberi, essere consapevoli della loro salute o di eventuali parassiti o malattie e essere in grado di quantificare la quantità di carbonio stoccata da ogni pianta: «Integrando e installando tecnologie IoT di ultima generazione in una rete di monitoraggio su piccola scala nel Bosco di Piegaro – spiega Antonio Brunori, segretario generale del Pefc Italia –  intendiamo dimostrare e promuovere l’utilità di questa tecnologia anche per la certificazione forestale, così da diffonderla rapidamente su larga scala e con costi contenuti».

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