Uffici strozzati, personale insufficiente a fare fronte alle domande, ingorghi burocratici e freno alla ripresa e alla ricostruzione. In questo si è tradotto fino ad oggi la novità sopraggiunta dalla corte Costituzionale che ha annullato le procedure di esemplificazioni vigenti in Umbria. Centinaia di pratiche, oltre 600, in attesa di risposta affollano le scrivanie dei tecnici della Regione, un ingorgo a cui si sta provando a trovare rimedio.
L’assessore La Giunta Regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore Giuseppe Chianella, ha emanato un atto di indirizzo sulle nuove procedure sul rilascio dell’autorizzazione sismica, sulla vigilanza e sul controllo di opere e costruzioni in zone sismiche per far fronte alle criticità conseguenti la sentenza della Corte costituzionale n. 68/18 con la quale è stata dichiarata l’illegittimità di alcuni articoli della legge regionale 1/2015. «Le misure adottate – sottolinea Chianella – costituiscono una prima significativa risposta alle criticità determinate dalla sentenza. La Giunta regionale adotterà ulteriori iniziative per superare definitivamente il problema restituendo al servizio Sismico l’operatività di cui necessitano le professionalità di indubbio valore che hanno da sempre connotato il servizio stesso e che cittadini ed imprese hanno avuto modo di apprezzare».
Cosa si sta cercando di fare Si prova a lubrificare gli ingranaggi burocratici, a snellire le regole. Ma non basta. E’ la macchina che va fatta funzionare. Ecco perchè si prevedono ancora tappe nell’azione intrapresa per cercare di smuovere il più possibile la condizione di stallo che regna. E quindi incontro tra tecnici e nuova formula organizzativa, con uffici specifici sulla ricostruzione che possano alleggerire una parte di carico e rafforzamento dell’organico, ovvero più tecnici, negli uffici della Regione strozzati dalle carte. «Convocheremo nei prossimi giorni un incontro con i rappresentanti del mondo delle professioni – dice l’assessore – per fare nuovamente il punto sull’intera problematica, anche al fine di definire ulteriori percorsi atti a rafforzare il servizio e a migliorarne l’operatività».
Nei particolari Ma vediamo nel dettaglio cosa è accaduto. La pronuncia della Corte costituzionale aveva annullato le procedure di semplificazione amministrativa introdotte dalla Regione in materia sismica nel 2010 differenziando gli interventi ‘privi di rilevanza ai fini della pubblica incolumità’ non soggetti né ad autorizzazione né a deposito e gli interventi di ‘minore rilevanza ai fini della pubblica incolumità’ soggetti al regime di preavviso scritto e deposito con estrazione a campione stabilendo il regime dell’autorizzazione sismica preventiva per tutti gli interventi. Non bastasse la sentenzia è arrivata anche la ‘piena del fiume della ricostruzione’. Gli effetti di questa pronuncia, infatti, aggravati dall’avvio della ricostruzione post-sisma 2016, hanno comportato notevoli conseguenze sui tempi di rilascio delle autorizzazioni sismiche.
Aspetti organizzativi L’atto di indirizzo adottato dalla Giunta Regionale – si legge ancora -, nel mantenere fermo il principio dell’assoggettamento ad autorizzazione preventiva per tutti gli interventi, ha introdotto importanti differenziazioni nelle modalità istruttorie relativamente alle opere ricadenti nelle zone a alte e media sismicità rispetto a quelle a bassa sismicità. In particolare, per le opere di minore importanza o prive di interesse dal punto di vista sismico sarà sufficiente operare tramite la semplice ‘istruttoria documentale’ che concerne essenzialmente la verifica di completezza formale eseguita automaticamente dal portale telematico Umbria-Sis. Questa nuova modalità – fa sapere la Regione – porterà prevedibilmente ad una apprezzabile riduzione dei tempi per il rilascio delle autorizzazioni sismiche per tutti gli interventi. Sono state intanto già avviate disposizioni di carattere organizzativo con l’istituzione di una nuova sezione collocata presso l’ufficio speciale di Foligno espressamente dedicata alle pratiche della ricostruzione e il potenziamento di alcune unità tecniche destinate a rafforzare l’attuale personale delle sedi di Terni e Perugia.
