di C.F.
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Pernottamenti ancora con segno meno. Si chiude con un -2.2% di presenze il 2013 del turismo umbro che in media non riesce a spingere l’acceleratore neanche sul fronte degli arrivi con le rilevazioni che di fatto replicano i risultati del 2012 (+0.1%). Ma a pesare sull’ultimo bilancio è soprattutto l’indice medio di utilizzo dei posti letto fermo al 19.8%, in contrazione di 1.3% sull’anno precedente. Non va meglio alla permanenza media che si attesta a 2.6 giorni, anche qui in diminuzione del -2.29%.
Turismo straniero Qualche segnale positivo, però, c’è. Approfondendo l’analisi della domanda, nella regione si sono contati complessivamente 2.190.143 arrivi e 5.763.799 presenze, emerge che gli uffici regionali hanno rilevato un crescente interesse da parte del turismo straniero. La crescita è lieve (+0.7% pernottamenti e +2.4% arrivi) e i Paesi di maggior provenienza restano Paesi Bassi, Germania e Usa, tuttavia un’attenzione particolare la sta iniziando a riservare il Regno Unito (+10.35% arrivi e +15.24% presenze) e, soprattutto, la Cina (+22.61 % arrivi e +15.90% presenze).
Turismo italiano Altro paio di maniche sono le rilevazioni relative ai flussi turistici italiani. Qui il 2013 chiude in rosso sia sul fronte presenze (-3.8%) che degli arrivi (-0.78%), vedendo rimanere stabili le regioni di maggiore provenienza che restano Lazio, Campania e Puglia (tutte in calo), ma anche Toscana e Lombardia (in aumento). Fanno registrare numeri positivi siciliani (+15.14% arrivi e +14.01% presenze), veneti (+3.38% arrivi e +0.32% presenze) e piemontesi (+2.30% arrivi e +0.39% presenze).
Territori più visitati Sul totale dei flussi turistici gli italiani incidono per il 71% negli arrivi e per il 63% nelle presenze, mentre i turisti stranieri per il 29% e il 37%. Per quanto riguarda i territori più visitati, il 2013 fa sorridere la zona dell’Assisano (+5.81% arrivi e +5.65% presenze), Spoletino (+5.28% arrivi e +4.98% presenze) e Tuderte (+8.23% arrivi e +1.83% presenze). Meno soddisfatti gli operatori di Valnerina, Amerino e Orvietano dove i pernottamenti chiudono in negativo, ma gli arrivi sono tutti con segno più. Negative, invece, le variazioni rilevate negli altri territori a cominciare dal Perugino e Folignate.
L’ANALISI DEL CST SUL SISTEMA TURISMO DI SPOLETO
Pernottamenti giù Come detto, a pesare è l’indice medio di utilizzo dei posti letto fermo al 19.8% (-1.3% sul 2012). Nello specifico il dato sale fino al 30.4% (-0.16%) per le strutture alberghiere, ma crolla fino al 14.4% (-1.9%) per tutte le altre, dagli agriturismo agli affittacamere. Campanello d’allarme anche per la permanenza media attestatasi a 2.6 giorni (-2.3% sul 2012) in contrazione su entrambe le tipologie, con gli hotel fermi a 2 giorni (-2.7%) ed extralberghiero a 4.1 giorni (-1.3%). Invariata, invece, la scelta delle strutture con il 51.5% dei turisti che preferisce l’albergo e il 48.5% strutture diversi.
Bracco «I dati – ha detto l’assessore regionale Fabrizio Bracco – sono abbastanza confortanti se valutati nel contesto dell’attuale crisi economica che ha evidenti ripercussioni anche nel settore turistico e che porta i visitatori a tagliare sui tempi di permanenza in vacanza e quindi sulle presenze. L’ampliarsi della platea dei turisti stranieri, in particolare la ‘new entry’ Cina, ci porta a guardare con cauto ottimismo a una possibile ripresa del settore grazie soprattutto a Paesi emergenti ed europei verso i quali – ha concluso – la Regione continua a essere impegnata in un’ampia ed articolata azione di promozione».
