(foto archivio Fabrizio Troccoli)

Bando da un milione di euro per finanziare la cooperazione tra piccole imprese turistiche delle aree rurali umbre. Finanziata coi fondi europei del Psr la chiamata della Regione Umbria è rivolta a realtà che occupano meno di dieci persone e realizzano un fatturato non superiore a 2 milioni di euro. In particolare a poter rispondere sono i titolari di strutture ricettive, agrituristiche e non, nelle aree rurali umbre o che esercitano attività connesse al turismo, come tour operator e soggetti privati che operano nel campo della valorizzazione del territorio al fine di mettere in rete, creare e commercializzare i servizi offerti.

Turismo rurale, bando da un milione Una nota della Regione spiega che  per accedere agli aiuti, nella misura del 70 per cento delle spese ritenute ammissibili, i partenariati sono chiamati a presentare proposte promocommerciali che verranno valutate per qualità, innovazione, capacità di generare occupazione e sviluppo locale. Ogni cordata di operatori turistici del mondo rurale che sarà ammesso ai benefici potrà ottenere fino a un massimo di 200 mila euro. Le domande vanno presentate entro 90 giorni dalla pubblicazione del bando che assicura particolare attenzione «alla promozione di un turismo consapevole e sostenibile nelle aree della rete Natura 2000, così da coniugare la conservazione e il potenziale economico delle risorse naturali tutelate».

Cooperazione tra piccole imprese Secondo l’assessore Roberto Morroni «le aree rurali dell’Umbria rappresentano una meta ideale, sicura e accogliente dopo il lungo periodo di limitazione a causa del Covid-19» e «si tratta di una grande potenzialità sulla quale fare leva per incentivare lo sviluppo dei servizi turistici rurali grazie a un nuovo bando del Psr atto a stimolare la sinergia fra piccoli operatori del comparto che, per dimensioni e struttura, non riescono a mettere in rete e commercializzare adeguatamente la propria offerta». L’obiettivo e l’opportunità del bando sono anche quelle di «rispondere all’esigenza delle piccole aziende di fare massa critica organizzandosi, insieme, per ridurre i costi e, soprattutto, per diventare più forti nella dimensione della qualità».

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