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lunedì 17 maggio - Aggiornato alle 17:45

Turismo, dagli alberghi fino a B&B e agenzie bandi per 17 milioni: ecco i requisiti

La giunta regionale ha presentato le diverse misure del pacchetto «Umbriaperta». Il ministro: «Servono date certe per organizzare un’estate non più di emergenza»

Enoturisti tra le vigne umbre

di Daniele Bovi

In tutto 12 milioni di euro, che diventano quasi 17 se si considera anche la riapertura dell’avviso una tantum per i lavoratori del settore. Mercoledì la giunta regionale ha presentato le diverse misure del pacchetto «Umbriaperta», pensate a supportare la ripresa della filiera turistica. Il pacchetto di risorse più consistenti (otto milioni) è destinato al bando relativo al «sostegno agli investimenti delle imprese ricettive» in vista della riapertura: le domande potranno essere presentate da giovedì e i destinatari sono alberghi, strutture extra-alberghiere e così via, afflitte da crisi di liquidità e ridotte capacità di investire.

INVESTIMENTI IMPRESE RICETTIVE, I REQUISITI

TURISMO, PER L’ESTATE PRIMI SEGNALI POSITIVI

Le strutture In particolare i contributi dovranno servire per innalzare la qualità delle strutture, innovazione tecnologica e potenziamento dei servizi. Il valore minimo del progetto è di 15 mila euro e quello massimo di 200 mila, con un contributo che non potrà superare il 75%. Nei giorni scorsi la giunta ha ampliato le maglie del provvedimento abbassando, visto lo scenario nazionale e internazionale, la diminuzione minima del fatturato dal 30% al 10% in rapporto a quello registrato nel 2019 (o nel 2018 in caso le imprese abbiano dovuto interrompere per qualche motivo le attività nel 2019).

I CRITERI PER LE IMPRESE DELLE ZONE TERREMOTATE

Sisma e incoming Di questi otto milioni uno è destinato alle zone colpite dal terremoto del 2016, per investimenti da 10 a 120 mila euro fino a un massimo del 75% delle spese, sempre destinate in generale all’innalzamento della qualità e all’innovazione. In questo caso, il bando sarà pubblicato entro aprile con compilazione e trasmissione delle domande a partire da metà maggio, e i beneficiari potranno essere tutte le imprese della filiera, dal commercio ai servizi fino a sport, artigianato artistico e così via. Un altro milione di euro c’è per il sostegno delle attività di incoming: 500 mila euro ci sono per agenzie di viaggio e tour operator mentre i restanti 500 mila per le «imprese si servizi connessi al turismo».

SERVIZI DI INCOMING, I CRITERI PREVISTI

Agenzie e non solo In Umbria, per quanto riguarda le agenzie, si parla di circa 170 imprese con 500 dipendenti e un fatturato sostanzialmente azzerato mentre i costi fissi (dagli affitti agli stipendi) continuano a pesare. Anche in questo caso, la diminuzione minima del fatturato 2020 dovrà essere di almeno il 15% e il bando sarà pubblicato a maggio, con domande nello stesso mese. Gli investimenti, a seconda dei casi, potranno riguardare l’acquisto di attrezzature, arredi, strumenti informatici o macchinari e la promo-commercializzazione di pacchetti e altri prodotti, con inserimento obbligatorio di un servizio di guida turistica.

SVILUPPO DI PRODOTTI TURISTICI, I CRITERI

Prodotti turistici Di «sviluppo di prodotti turistici rilevanti per il sistema turistico regionale» si occupa l’altro bando che sarà pubblicato a maggio e che metterà sul piatto 1,6 milioni di euro. L’obiettivo è concentrare le risorse sui prodotti considerati strategici, incentivare l’integrazione fra Comuni e tra pubblico e privato e individuare spese «fortemente orientate alla costruzione del prodotto turistico. Un Comune potrà decidere di partecipare singolarmente purché abbia almeno 30 mila abitanti o 250 mila presenze turistiche, mentre sotto queste soglie c’è l’obbligo di aggregarsi. Tra le spese ammissibili (da 20 a 260 mila mila euro, coperte per un massimo del 90%) ci sono quelle per indagini di mercato, acquisizione e progettazione di prodotti, promozione e comunicazione.

Tirocini e autonomi L’altra misura, finanziata con 500 mila euro e attuata da Arpal, riguarda i tirocini presso Comuni e istituzioni culturali di disoccupati iscritti ai centri per l’impiego che abbiamo compiuto 18 anni; figure che saranno inserite in attività di promozione turistica, organizzazione e produzione di spettacoli, valorizzazione dei beni culturali e ambientali e così via. Da ultimo, 5 milioni sono destinati alla riapertura dell’avviso per i lavoratori autonomi del settore turistico, con un contributo di 1.500 euro. Le misure sono state presentate dalla presidente della Regione Donatella Tesei, dall’assessore Paola Agabiti e da Michela Sciurpa, amministratrice unica di Sviluppumbria, soggetto attuatore di alcuni dei provvedimenti.

Tesei «Abbiamo le condizioni, i luoghi e i modi per riaprire e in sicurezza» ha detto Tesei sostenendo che le misure «sono i passi giusti e fatti nel momento giusto per ripartire». «Abbiamo continuato a lavorare in piena pandemia – ha aggiunto Tesei – per ragionare e riprogrammare la ripartenza e quest’anno lo abbiamo fatto in modo più incisivo dello scorso. Sono convinta che per l’Umbria gli strumenti messi in campo e la promozione che andremo a fare, per presentarla nella sua unicità ma anche molteplicità di attrattori, possono fare la differenza. Questa potrebbe essere la risposta più efficace alla crisi che ha interessato questi settori a causa della pandemia».

Agabiti e il ministro Per Agabiti si tratta di un pacchetto «organico a sostegno del settore: tutti gli attori dovranno partecipare al progetto di rilancio. Attraverso il brand Umbria lavoreremo a un programma importante per la promozione della regione, da rafforzare con campagne di comunicazione, pensata anche per attrarre turismo internazionale, e idee nuove». All’appuntamento ha partecipato anche il ministro per il Turismo, il leghista Massimo Garavaglia, che ha parlato di «bandi che vanno nella direzione giusta, anche se il vero indennizzo per le imprese è fatturare». Sul fronte – caldo – delle riaperture, su cui governo e regioni si confronteranno in queste ore, Garavaglia ha detto che «vogliamo dare date certe perché gli operatori si devono organizzare. Già venerdì cominceranno a uscire un po’ di queste date e di settimana in settimana le avremo tutte in modo che ci si possa tranquillamente organizzare e pensare a un’estate non più di emergenza come lo scorso anno ma più serena e più organizzata. Perché si riapra per non chiudere più». O almeno così si spera.

Twitter @DanieleBovi

 

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