di M.R.

È ripresa nei giorni scorsi la trattativa tra Tubificio di Terni Srl e Tct, per lungo tempo nell’occhio del ciclone per rapporti burrascosi finiti più volte anche sul tavolo del prefetto. Recentemente, il numero uno dell’azienda che taglia e commercializza tubi per conto di Ast sarebbe tornato a minacciare lo stop dell’attività facendo precipitare nuovamente nell’incertezza i cinquanta lavoratori coinvolti. Questi ultimi, rassicurati dal cavaliere Arvedi in occasione delle celebrazioni di San Valentino, è proprio in una risoluzione griffata Acciai speciali Terni che confidano. La società trainata dal gruppo di Cremona potrebbe cioè acquisire Tct. I termini della compravendita però non hanno sin qui prodotto intesa tra le parti. Passata la Pasqua, potrebbero arrivare novità in tal senso. Ciò vuol dire che intanto è scongiurata la chiusura dell’8 aprile.

Il Tubificio di Terni nel frattempo si avvicina all’appuntamento elettorale per il rinnovo delle Rsu, mentre la controllante Ast, ancora senza Accordo di programma e senza aver presentato piano industriale, il prossimo 6 aprile apre le porte a Fiom e Anpi nazionale che entrano in fabbrica per incontrare lavoratrici e lavoratori. Nel pomeriggio, alle ore 15.30, è invece prevista un’iniziativa pubblica al CLT di via Muratori su “La guerra in casa 1943-1944, l’industria ternana tra bombardamenti, governo della Rsi e occupazione nazista”. Dopo i saluti di Alessandro Rampiconi (Fiom Cgil Terni) e Rossano Capputi (Anpi Terni) interverranno Renato Covino (storico), Marco Venanzi (storico), Angelo Bitti (storico), Alessandro Portelli (storico) e Maria Rita Paggio, segretaria generale della Cgil dell’Umbria. In conclusione gli interventi di Michele De Palma e Gianfranco Pagliarulo.

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