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sabato 22 gennaio - Aggiornato alle 22:13

Treofan Terni, sindacati al confronto col liquidatore dopo settimane di pressing

Vertice fissato per lunedì 25 ottobre: cercansi risposte in attesa di una call da istituzioni locali e ministero dello Sviluppo economico

di M.R.

Le rassicurazioni del sindaco di Terni Leonardo Latini hanno rasserenato gli animi solo per qualche giorno, poi le tempistiche annunciate dallo stesso per una convocazione al ministero dello Sviluppo economico sono state disattese e i timori sono tornati a crescere con forza, e le ombre ad allungarsi, su quel percorso di reindustrializzazione del sito Treofan per cui ormai da ben otto mesi, circa 130 lavoratori sono in Cassa integrazione.

Treofan Terni Alcuni, investiti di funzioni di controllo all’interno della fabbrica, raggiungono ancora quotidianamente il sito ma non è certo lo stesso e l’incertezza del futuro dello stabilimento accomuna comunque tutti, stretti tra la speranza di un segnale positivo e una buona dose di diffidenza, figlia di promesse ricevute nel tempo e non mantenute, nonché di moniti lanciati a più riprese, rimasti inascoltati e poi rivelatisi allarmi fondati. Jindal, dopo aver ripartito gli ordini di Terni fra altri siti che già deteneva ha aperto la procedura di liquidazione e sulla ripresa dell’attività nella fabbrica del polo chimico si dice che non voglia concorrenti diretti. Tra imprenditori/prenditori e potenziali player interessati a rilevare l’industria (da verificare la manifestazione di interesse dalla Lituania) la filiera burocratica è ampia. E dato che da Comune e Regione la risposta alla richiesta di un incontro inviata la scorsa settimana, non è ancora arrivata, i sindacati e le Rsu di stabilimento tenteranno di avere intanto qualche aggiornamento sulla procedura da parte del liquidatore, il ternano Filippo Varazi, che dopo settimane di pressing, ha concesso alle parti un incontro, fissato per lunedì 25 ottobre.

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