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giovedì 5 agosto - Aggiornato alle 21:56

Treofan Terni, riprende tavolo di confronto per la conciliazione

Summit tra parti sociali, liquidatore e Confindustria: ‘danno biologico’ il nodo da sciogliere, si riparte dalla controproposta dei sindacati

di M.R.

Al via nel pomeriggio di mercoledì l’incontro in via telematica tra Confindustria, parti sociali e liquidatore di Treofan Terni, Filippo Varazi, per riprendere il confronto sul discusso verbale di conciliazione tra l’azienda e i circa 140 dipendenti. Alla proprosta iniziale del management, nei mesi scorsi, aveva fatto seguito la controproposta redatta dalle segreterie nazionali dei sindacati di categoria, ma le trattative si erano a quel punto interrotte.

Jindal Per chiudere il rapporto con la società in mano alla multinazionale indiana Jindal che, nonostante le indagini per l’ipotesi di truffa allo Stato tuttora in corso, sta investendo in Puglia grazie anche a nuovi finanziamenti pubblici, la stessa aveva offerto sette mensilità ai lavoratori, ma alcuni aspetti della proposta non avevano convinto del tutto gli interessati, uno su tutti l’impossibilità, dalla sottoscrizione del verbale in poi, di richiedere risarcimenti per eventuali danni biologici, legati alle attività professionali in fabbrica, che potrebbero verificarsi nel tempo. Si dice peraltro che per tali situazioni è già da tempo istituito un fondo, in capo alla Basell.

Treofan Terni La questione della conciliazione, recentemente tirata in ballo anche al tavolo ministeriale, torna dunque sul tavolo del confronto sindacale a partire dalla controproposta messa a punto dalle segreterie nazionali di Filctem-Ggil, Femca Cisl, Uiltec uil e Ugl chimichi, posto che la partita più importante resta comunque quella della reindustrializzazione del sito con annessa rioccupazione dei lavoratori, attualmente in cassa integrazione straordinaria per cessazione dell’attività (la produzione di film di polipropilene).

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