di M.R.

Si allontana nel tempo il traguardo della reindustrializzazione di Treofan Terni. Il processo, poche settimane fa, pareva così prossimo da non necessitare il ricorso a ulteriore cassa integrazione per i circa 100 lavoratori coinvolti pur essendoci copertura finanziaria. La frenata di Stefano Bandecchi sul closing, peraltro ancora tutta da decifrare, è destinata per forza di cose a rallentare l’operazione dato che il liquidatore Filippo Varazi ne aveva parlato come «l’unica percorribile», dopo che per mesi aveva perorato la proposta Hgm perché «l’unica seria». Ma tra iniziative turche, lituane e saudite sfumate nel nulla, pare che ulteriori operatori economici siano pronti a farsi avanti.

Treofan Terni ancora incertezze Intanto due questioni importanti da sottolineare: la prima è che Manfred Kaufmann, passato per il Tribunale di Terni nell’ambito dell’inchiesta per truffa allo Stato, è convinto che una svolta positiva si registrerà la prossima settimana «quando – secondo lui – si concluderà con successo la due diligence da parte un imprenditore» del quale non ha voluto fare il nome; la seconda è che il tavolo di venerdì 13 gennaio al ministero delle Imprese e del Made in Italy, in presenza, è confermato. Sarà un appuntamento a questo punto fondamentale per fare definitivamente chiarezza sulle ipotesi in campo per il futuro di Treofan, le intenzioni di Jindal, le richieste dei player interessati e le idee industriali che vorrebbero realizzare, quindi la compatibilità con le altre attività del polo chimico e le opportunità di sviluppo per il territorio. Quello di venerdì sarà probabilmente il summit per comprendere cosa abbia innescato la frenata di Bandecchi e quale posizione ha nel frattempo assunto Hgm; ma non è escluso che qualcuno metta sul tavolo un ulteriore percorso da vagliare, tanto Treofan alle sorprese non è nuova; spiace però constatare che, a parte dimostrare che l’interesse per la fabbrica e i suoi macchinari non è sopito, queste quasi mai si siano rivelate portatrici di buone nuove. I lavoratori lo sanno bene e quando hanno chiesto di poter recuperare fiducia nelle istituzioni hanno fatto appello al senso di responsabilità di tutte le parti coinvolte perché in questa vicenda non ci sia spazio per opacità di nessun tipo. Ciò detto, visto che i tempi sembrano destinati a dilatarsi, il ricorso all’ammortizzatore sociale oltre la scadenza del prossimo febbraio, sarà probabilmente un altro tema all’ordine del giorno del vertice capitolino.

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