di M.R.
Solo pochi mesi fa l’operazione Hgm per la reindustrializzazione della Treofan Terni sembrava in fase conclusiva, eppure al ministero, quando ancora lo Sviluppo economico era in capo al leghista Giancarlo Giorgetti, l’azienda delle telecomunicazioni si è presentata di fronte a istituzioni e sindacati senza un piano industriale, alimentando così dubbi sulla buona riuscita dell’iter e sulla volontà di rioccupare gli ex lavoratori Jindal. Una nuova speranza sulla via della costituzione del nuovo governo era arrivata poi da Istanbul; a fare da tramite, il ternano Paolo Gherardi che si era fatto portavoce del progetto di riattivazione degli storici impianti per la produzione di film di polipropilene, o di una loro eventuale riconversione in chiave green. Ma laddove questa ha subito un rallentamento, nessun aggiornamento si è registrato rispetto all’altra. È così che, visto che la motivazione della formazione del nuovo governo non ha ragione di esistere, perché il dicastero ‘Imprese e made in Italy’ ha un titolare, i lavoratori ex Treofan, in cassa integrazione almeno fino al prossimo febbraio, sono stanchi di aspettare e vivere nell’incertezza. Per venerdì 4 novembre, starebbero allora organizzando un sit-in ai cancelli del Polo chimico di piazzale Donegani. In questo periodo si starebbe peraltro verificando la fuoriuscita di alcuni dipendenti che avrebbero firmato la conciliazione con Jindal, tramite il liquidatore Varazi. Il raduno di chi resiste e aspetta la chiamata al ministero per la promessa reindustrializzazione del sito, servirà quantomeno a tenere alta l’attenzione sul caso.
