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lunedì 26 settembre - Aggiornato alle 07:38

Treofan Terni, doppio colpo di scena e ancora annunci: si torna al ministero

Inatteso sprint Hgm e proposta a firma dell’ex liquidatore ‘ignorata’: prevede continuità produttiva, anche in chiave green

di Marta Rosati

La storia recente della Treofan di Terni non smette di sorprendere. Gli ultimi colpi di scena si sono registrati nella giornata di giovedì 4 agosto quando, mentre al mattino le segreterie nazionali dei sindacati del settore chimico inviavano richiesta urgente di incontro al ministero dello Sviluppo economico per una nuova manifestazione di interesse recapitata all’attenzione dello stesso MiSe, nel pomeriggio l’assessore regionale Michele Fioroni annunciava l’ormai quasi conclusa partita con Hgm. Segno di come l’ultima offerta sottoposta all’attenzione del dicastero di Giorgetti sia stata evidentemente ignorata nonostante riguardasse il settore della chimica e prevedesse pure il coinvolgimento, si dice, di un industriale locale.

Treofan Terni Ai sindacati territoriali, al Broletto per discutere del futuro del polo chimico di piazzale Donegani, è stato comunicato quindi, su input del liquidatore Filippo Varazi, il nulla osta di Jindal alla cessione dello stabilimento all’operatore italiano di servizi per le telecomunicazioni. Nulla che abbia a che fare con la chimica, alla quale l’area è storicamente vocata e rispetto alla quale anche la stessa Regione si è detta intenzionata a investire: con una non più rimandabile riqualificazione delle infrastrutture (si parla di 28 milioni) e con un piano economico-finanziario d’intesa con una competente task foce della presidenza del consiglio dei ministri per l’attivazione di un partenariato pubblico-privato che dovrebbe vedere la luce nell’arco di un trimestre e comunque entro la fine del 2022. Per lo stesso polo chimico, annunciata sempre giovedì inoltre la creazione di un centro di ricerca e sviluppo nelle aree ex Basell attraverso l’Università degli studi di Perugia (l’investimento in questo caso si aggirerebbe attorno ai 20 milioni). Sul tavolo di confronto aperto anche con Confindustria però, nessun documento scritto e nessun piano Hgm, solo le parole di Fioroni imbeccato dal liquidatore senza che la partita sia stata ancora ratificata al Mise che nel frattempo ha chiamato le parti a raccolta per il prossimo 5 settembre.

Il ‘ritorno’ dell’ex liquidatore Sarà forse allora inaspettatamente il mese di agosto quello decisivo per le valutazioni del caso. Varazi infatti parla per bocca di Jindal, della quale è chiamato a fare gli interessi, ma la società nell’operazione di reindustrializzazione Treofan ha l’ultima parola fino a un certo punto: la cabina di regia è in mano al ministero che ha l’obbligo di prendere in considerazione tutte le manifestazioni di interesse. In quella trasmessa agli uffici competenti lo scorso luglio (dopo quella dalla Lituania) c’è, a sorpresa, la firma di Ettore Del Borrello. Nominato liquidatore Treofan agli albori dell’operazione, prese ben presto le distanze da Jindal che gli aveva affidato l’incarico. Era lo stesso che esortava i lavoratori che cercavano un confronto a fare la propria battaglia. Conosce lo stato dell’arte e ha contezza di tutto quello di cui Treofan dispone. Quella che ha siglato per rilevare il sito oggi, in qualità di partner, è la proposta di una società internazionale specializzata in operazioni di finanza straordinaria interessata a immobili, macchinari e personale, che manifesta l’interesse degli investitori a sviluppare la produzione di film con materiali biodegradabili mediante nuovi investimenti o riconvertendo le linee di produzione esistenti con assunzione di personale attualmente in cassa integrazione non rinnovabile (50 dipendenti inizialmente e comunque non meno di 75).

MERCATO PELLICOLE IN RAPIDA CRESCITA

Sindacati Oltre che sulla scrivania dell’ufficio vertenze del Mise, la stessa offerta è stata inoltrata a sindaco di Terni e assessore Regionale, quindi tutti ne sono a conoscenza, ma prima ancora che appunto possa essere stata valutata, dopo mesi di attesa di una convocazione del tavolo dedicato, ecco che proprio giovedì si sarebbe verificato lo sprint di Hgm per concludere l’affare di piazzale Donegani. I sindacati dispongono ancora di pochi numeri per fare delle valutazioni approfondite, tant’è che tanto Dalla Fictem Cgil quanto dalla Uiltec Uil, Stefano Ribelli e Doriana Gramaccioni si dicono «cautamente ottimisti. C’è ovviamente soddisfazione in primis per l’apertura del tavolo e quindi dopo un lungo periodo di silenzio l’avvio di un confronto sul tema»; meno entusisti si dicono invece rispetto alla partita con Hgm che sarebbe vicina al closing. La distanza delle attività dalle produzioni della Chimica infatti, non solo rischia di dar vita a una realtà a sé stante depotenziando il polo così come lo si conosce oggi, ma rischia anche di mettere alla porta il personale Treofan in attesa di riprendere il lavoro perché le professionalità potrebbero non risultare idonee. Quello arrivato in settimana, quando restano ormai solo sei mesi alla scadenza della cassa integrazione, niente più che uno spiraglio sulla vicenda Treofan. I punti bui restano ancora tantissimi, non resta che sperare che quello del 5 settembre sia il tavolo chiarificatore.

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