di Maurizio Troccoli
Nelle ultime settimane, dicono i consumatori, anche la banca Monte dei Paschi e la Ubi Banca, hanno applicato la trattenuta di 3 euro per il prelievo in contante alla cassa, ovvero allo sportello bancario. Dopo che già numerose banche, ormai da tempo, applicano la trattenuta ai correntisti. Si tratta, secondo le associazioni dei consumatori, di «balzelli» che gravano soprattutto sulle fasce deboli, ovvero quelle che fanno ricorso più spesso al contante. Mister prezzi, ossia l’ufficio del garante per la sorveglianza dei prezzi, ha annunciato di avere aperto una inchiesta. In occasione dell’audizione al Renato Sanbuco che presidia l’ufficio di sorveglianza, ha snocciolato i nomi degli istituti bancari che applicano la trattenuta ai propri clienti. Fatto questo ritenuto grave dal largo mondo delle associazioni dei consumatori, poichè è «impensabile – a loro dire – che occorra pagare per prelevare i propri soldi». Alla comunicazione di Sanbuco ha risposto l’Abi (l’Associazione bancaria italiana), attraverso un comunicato stampa.
La risposta dell’Abi «Apprendiamo da fonti di informazione delle intenzioni di Mister Prezzi di introdurre nuovi vincoli all’operatività del sistema bancario, intervenendo sul sistema dei prezzi. Misure che ricordano tanto un passato di cui non si sente nessuna nostalgia. Le banche italiane sono trasparenti e fra loro in concorrenza»
Le banche: copriamo i costi di sportello Le banche spiegano che con questa trattenuta si cerca di ammortizzare il costo di servizio e puntare al contenimento dei passivi auspicato dallo stesso governatore di Bankitalia
L’Adoc Umbria «Apprezziamo la presa di posizione di Mister prezzi, durante l’audizione al Senato sulle nuove gravissime commissioni messe dalle banche sui prelievi in contanti dai propri conti correnti. Le verifiche, anticipate da Sambuco al Senato, riguarderanno infatti proprio gli oneri caricati sui consumatori e la corretta applicazione delle norme sul massimo scoperto. Adoc è disponibile fin d’ora a dare tutto il supporto e ad assistere i consumatori che non accettino modifiche unilaterali dei contratti di conto corrente in modo così vessatorio ed inspiegabile nel caso di commissioni sui prelievi di propri soldi depositati in banca. Inaudita e gravissima ci appare la reazione dell’ABI alla giusta apertura di una inchiesta da parte di Sambuco che sembra quasi una pressione per evitare di fare chiarezza su misure che appaiono, al contrario di quel che dichiara l’ABI nel comunicato odierno, poco trasparenti e in odore di violare anche la concorrenza. Adoc sollecita l’intervento urgente dall’Antitrust al fine di verificare l’eventuale violazione al codice della concorrenza, alla quale abbiamo già segnalato il problema».
Intervenga la Regione «Chiediamo una chiara e decisa presa di posizione della Regione Umbria nei riguardi della Commissione Regionale dell’ABI a tutela dei consumatori umbri»
Rivedere accordi Patti chiari «Se la posizione di ABI non dovesse essere di disponibilità sulla gabella messa sui prelievi dei soldi depositati dai loro clienti sui quali peraltro gravano spese bancarie sempre più onerose, interessi su mutui fidi e scoperti in crescita e interessi attivi ormai praticamente inesistenti, Adoc si vedrà costretta a rivedere la sua posizione anche sul progetto Patti chiari.»

