lunedì 14 ottobre - Aggiornato alle 21:11

Trasporti, il caso dei lavoratori discriminati: le società narnesi attaccano il sindacato

«Penalizzati gli iscritti alla Filt Cgil», ma da Lanari e Spediumbria arriva la replica: «Interpretazioni fantasiose, colpa vostra»

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«Discriminati i lavoratori iscritti al sindacato, la proprietà crea aziende matriosca sperperando denaro a danno dei dipendenti con maggiore esperienza». Queste le accuse mosse dal segretario regionale Filt Cgil Umbria Alessandro Rampiconi alle società di autotrasporti Lanari e Spediumbria di Narni». Dalla setssa sigla era stata formalizzata una diffida, che la proprietà respinge, accusando il sindacato di aver fornito una versione dei fatti fantasiosa. Alla conferenza stampa indetta nella sede ternana della Cgil, presenti anche tre lavoratori direttamente coinvolti.

Replica La società Lanari Srl, che conta cinque lavoratori con mansioni di autista e Spediumbra Srl che ne annovera due, esistenti sul territorio e nel segmento di trasporti da oltre 60 anni – scrive in una nota Confindustria Terni -puntualizzano quanto segue: «Mai attuato comportamenti tesi a limitare l’attività sindacale rispettando le prerogative e il ruolo del sindacato dei lavoratori. A testimonianza di ciò nell’aprile del 2017 era stato sottoscritto un accordo aziendale di II livello che è stato disdetto unilateralmente, dal primo aprile 2019, dal segretario della Filt-Cgil di Terni. Questo accordo, integrato a maggio 2018, regolamentava l’orario di lavoro e le modalità lavorative degli autisti. Il motivo addotto da Filt-Cgil per la disdetta dell’accordo di II livello sarebbe una asserita gestione confusionaria dell’organizzazione del lavoro. Motivazione difficilmente comprensibile tenuto conto che le aziende hanno tutto l’interesse affinché l’organizzazione del lavoro avvenga nel migliore e più proficuo dei modi. Anche la perdita di salario lamentata da parte di alcuni lavoratori rappresenta la conseguenza diretta della disdetta unilaterale dell’accordo aziendale decisa dalla Filt-Cgil. Da qui la scomoda posizione del Sindacato che ovviamente tenta di ribaltare la responsabilità in capo alle aziende».

Orario di lavoro Per quanto riguarda il superamento del limite delle 39 ore settimanali  le aziende fanno notare: «Venuto meno l’accordo sindacale di II livello, quello appunto disdetto unilateralmente da Filt-Cgil di cui le aziende non hanno potuto far altro che prenderne atto, è stato necessariamente applicato il Contratto collettivo nazionale del settore che prevede un regime orario di 47 ore settimanali di lavoro ordinario distribuite fino a un massimo di sei giorni nell’arco della settimana. Il verbale di accordo per l’utilizzo della Cassa integrazione – aggiungono – è stato firmato dalle parti il primo marzo 2019 per una durata di 13 settimane. Nel corso di questo periodo il provvedimento è stato adottato dalle aziende per pochi giorni complessivi e non è stato prorogato. L’azienda infatti ha ritenuto che non fosse necessario avvalersi ulteriormente dell’ammortizzatore sociale. Fa specie che sia proprio il sindacato dei lavoratori a lamentarsi per il mancato ricorso a tale strumento».

Lettere di richiamo Rispetto ai provvedimenti disciplinari le aziende evidenziano la «correttezza dell’esercizio del potere disciplinare. I provvedimenti, peraltro di minima entità, hanno coinvolto tre autisti di Lanari srl e uno di Spediumbra srl. Sono tutti supportati da riscontri oggettivi concreti e ampiamente motivati. Oltretutto quelli già definiti hanno visto confermata la fondatezza dell’addebito disciplinare anche in sede di Ispettorato Territoriale del Lavoro. Le due aziende ricordano che le decisioni relative alle strategie aziendali saranno compiute valutando in modo attento e scrupoloso le esigenze e le criticità del mercato in cui operano in conformità alle prerogative connesse alla libertà di impresa sancite dalla Costituzione. Lanari srl e Spediumbra srl, infine, ribadiscono di aver sempre ossequiosamente rispettato i diritti dei lavoratori ivi compreso il diritto allo sciopero, confermano inoltre la disponibilità a continuare ad intrattenere relazioni sindacali con la Filt-Cgil nel rispetto dei rispettivi ruoli, diritti e prerogative senza indebite invasioni o capovolgimento dei ruoli».

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