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sabato 1 ottobre - Aggiornato alle 03:15

Trafomec, evitato il distacco della corrente: «Ora il cambio di proprietà per via giudiziaria»

Guadagnate almeno due settimane di tempo. Per sbloccare la situazione serve il fallimento. Martedì presidio dei lavoratori e incontro con il prefetto in Comune

Un momento del presidio (foto U24)

di Daniele Bovi

Un primissimo risultato in attesa che si apra una nuova prospettiva. Martedì mattina i tecnici di Enel avrebbero dovuto staccare l’energia elettrica (fornita da Hera) alla Trafomec di Tavernelle, l’azienda la cui proprietà cinese è da mesi irreperibile dopo aver accumulato milioni di euro di debiti. Con il pressing di sindaci e parlamentari è stata aperta un’interlocuzione con le due società che, come ha spiegato martedì da Walter Verini, «si sono dimostrate sensibili. Ci siamo subito attivati e abbiamo chiesto di evitare questo ulteriore trauma, dato che all’interno dell’azienda si continua a lavorare per garantire gli ordini nonostante gli stipendi non vengano pagati».

VIDEO – IL PRESIDIO 

TUTTO SULLA VICENDA TRAFOMEC

Tempo e ordini Almeno due settimane di tempo in questo modo sono state guadagnate ma, attraverso una triangolazione che passerà anche dalla politica, si proverà a chiedere agli emiliani di Hera di evitare il distacco per i prossimi tre mesi. Settimane molto importanti dato che la Trafomec, specializzata nella produzione di trasformatori, ha al momento ordini per circa due milioni di euro; risorse evidentemente preziose vista la situazione.

La sede dell’azienda (foto U24)

Gli incontri Il punto sulla vicenda è stato fatto in mattinata in una serie di incontri che si sono tenuti nella sede del Comune di Panicale  (presente anche il sindaco di Piegaro Roberto Ferricelli) e davanti alla Trafomec, dove i lavoratori (75 in tutto) hanno indetto un presidio. In Comune è arrivato anche il prefetto di Perugia Armando Gradone: «Da parte mia – ha detto – c’è l’impegno a seguire gli sviluppi di questa vicenda non semplice; il mio ruolo sarà quello di sostegno, cerniera, stimolo e sollecitazione, ma qui mi devo fermare. Al resto ci penserà l’autorità giudiziaria».

Gradone, Cherubini e Ferricelli

Serve il fallimento La strada da percorrere è infatti quella della procedura fallimentare, così da togliere la proprietà dalle mani della InducTek di Xiang Xiong Cao; a quel punto attraverso il curatore si potrebbe dialogare con nuovi interlocutori e si potrebbe aprire anche la strada del workers buyout, data la disponibilità di alcuni lavoratori a rilevare l’azienda. «Con il fallimento e il curatore – ha detto fuori dall’azienda il sindaco di Panicale Giulio Cherubini – si può aprire una nuova prospettiva». Tutti e tre i conti correnti sono bloccati da tempo e per riattivarli qualcuno – la proprietà o il curatore – dovrebbe in primis pagare i debiti con Inps e Agenzia delle entrate; a quel punto si potrebbero anche pagare gli stipendi. «La proprietà – ha sottolineato il sindaco sul punto – va cambiata per via giudiziaria».

Tavolo di crisi «Serve mettere in campo una regia regionale – ha detto poi Verini – che attraverso un tavolo di crisi affronti le diverse problematiche, così come è stato richiesto più volte dai sindaci Cherubini e Ferricelli, dalle forze sindacali e dalla stessa consigliera regionale del Trasimeno Simona Meloni». Ad avanzare la richiesta di un tavolo di crisi è anche Andrea Calzoni della Fim Cisl e da Nico Malossi della Fiom Cgil.

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