La Tk-Ast (Foto U24)

Oltre alla crisi dell’indotto e alla trattativa che occorrerà aprire sulla riorganizzazione, le rsu di Tk-Ast sgranano gli occhi anche di fronte ai volumi produttivi di febbraio, comunicati un paio di giorni fa dall’azienda.

Fermate produttive In particolare, le 64 mila tonnellate acciaio programmate viaggiano ben al di sotto della quota delle oltre 80 mila tonnellate mensili (1 milione annue) previste nell’accordo del 3 dicembre, tanto che per le 22 di sabato e fino alle 22 del 4 febbraio è prevista una fermata che, secondo i sindacati, «non sarà comunque sufficiente a colmare l’insaturazione». Ergo, i rappresentanti dei lavori si attendono un altro stop nel mese di febbraio, mentre fermate di 7 giorni sono attese anche nell’area a freddo e in Lac.

LA VERTENZA AST

Contraccolpi dello sciopero A incidere sui volumi, questo avrebbero spiegato i manager dell’azienda, il lungo sciopero di autunno che ha spostato la domanda di acciaio da Terni ad altri siti industriali. Una spiegazione, ragionano alcuni sindacalisti, che potrà reggere al massimo fino a marzo, dopodiché la produzione dovrà assestarsi sui livelli concordati. Anche se gli occhi sono anche puntati sul commerciale che avrebbe perso diversi pezzi.

Rsu pronta a nuove mobilitazioni In ogni caso la preoccupazione delle organizzazioni sindacali è forte fin da ora: «La carenza di volumi che continua a persistere sta generando molteplici difficoltà per il futuro di Ast si ritiene quindi necessaria una verifica più approfondita rispetto agli andamenti produttivi e gestionali del sito ternano. Le rsu – infine – a fronte dei chiarimenti che dovranno esserci nei prossimi giorni, si riserva di intraprendere ogni iniziativa utile a tutela dei lavoratori».

LA STORIA DI AST IN UN MINUTO

Tavolo con Morselli Intanto proseguiranno fino al 4 febbraio i confronti tra sindacati e dirigenza aziendale sulla riorganizzazione del sito siderurgico, dopodiché il giorno seguente l’amministratore delegato Lucia Morselli si accomoderà di fronte ai segretari sindacali, che nei giorni scorsi hanno richiesto l’incontro per conoscere il trend di bilancio dell’esercizio in corso, volumi produttivi e obiettivi 2015, ma anche affrontare l’emorragia che sta lacerando l’indotto di Tk-Ast, che ha già contato licenziamenti (Ise e Sies) e chiusure (Sies).

Iniziativa senatori Pd Un incontro con l’ad Morselli lo hanno richiesto anche i senatori umbri del Pd che giovedì hanno inviato una lettera al presidente della Commissione industria, Massimo Mucchetti, chiedendo di ascoltare prima di tutto il ministro Federica Guidi ed eventualmente a seguire anche il numero uno di Tk-Ast, «per consentire al Parlamento di essere messo al corrente dell’applicazione del piano industriale e dei suoi effetti». A firmare il documento Gianluca Rossi, Valeria Cardinali, Nadia Ginetti e Miguel Gotor. Il Pd di Terni: «Come già sostenuto precedentemente, reputiamo imprescindibile una verifica e un monitoraggio costante riguardo alla gestione e all’attuazione dell’accordo da parte della proprietà, alla quale chiediamo coerenza rispetto agli impegni sottoscritti il 3 dicembre scorso, dopo una faticosa vertenza che ha colpito l’intera città. Per questo motivo, esprimiamo un forte sostegno e plauso alla decisione assunta dai senatori umbri del Pd, ricordando che al Senato è stata approvata una mozione che impegnava il governo a monitorare le vicende di Ast-Tk. Le notizie trapelate in questi giorni sulla situazione delle ditte terze, la riorganizzazione dei settori e la riduzione dei turni rendono ancora indispensabile un’azione condivisa e un’alta attenzione da parte del governo per la tutela del sito, dei suoi livelli di produzione e di occupazione, affinché la battaglia di un’intera città e il sacrificio dei lavoratori vengano ricompensati da esiti positivi».

Indotto sotto la lente La ricognizione dello stato di salute dell’indotto Tk-Ast inizierà dai consorzi Consimec e Terni risorse, che raggruppano molte delle aziende operanti, rispettivamente, nell’area a caldo e in quella a freddo. Così hanno deciso gli stessi lavoratori delle ditte esterne riuniti in assemblea per discutere delle ripercussioni che il taglio del 20% sul fatturato richiesto da Tk-Ast sta avendo sull’indotto.

Sindacati «Ai due consorzi – spiega una nota di Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm – verrà nelle prossime ore richiesto un incontro urgente per fare il punto della situazione e fare luce su quanto sta accadendo nel mondo degli appalti. Inoltre si richiederà al coordinamento dei delegati delle aziende dell’indotto di attivarsi per convocare quanto prima una riunione operativa e intraprendere tutte le iniziative utili a contrastare la politica dei tagli che sta colpendo le ditte esterne. Altre iniziative, anche di mobilitazione, verranno decise nelle assemblee future se non ci saranno risultati apprezzabili e di avanzamento della discussione».