di Marco Torricelli
Chi vuole e, soprattutto, chi può, parta pure per le vacanze tranquillo. Tanto per risolvere la questione ‘acciaierie’ di Terni c’è tempo fino alla metà di settembre. Parola di Giovanni Arvedi che, parlando con ‘Il sole 24 Ore’ ha confermato la scadenza, dopo la proroga concessa dalla Commissione europea. In realtà, però, i tempi potrebbero essere molto più brevi.
Arvedi Il patron dell’omonimo gruppo, che con Marceglia fa parte del ‘trenino’ la cui locomotiva si chiama Aperam e che si è messo in marcia verso la Finlandia per comprare le acciaierie ternane da Outokumpu, ha fatto poi capire che, insomma, a gestire l’operazione sono soprattutto i lussemburghesi di Aperam, visto che, rispetto all’atteggiamento di Outokumpo dice: «Penso per motivi di prezzo» e auspica che «i finlandesi trovino un accordo industriale con Aperam».
La Commissione Arvedi ricorda che la cordata, nella quale il suo gruppo sarebbe rappresentato dalla Ilta Inox, ha definito un piano sia industriale che commerciale e chiede alla Comunità europea di esprimersi il più rapidamente possibile per non danneggiare Terni». Mentre riguardo alla normativa antitrust, esprime un concetto chiaro: «È anacronistica in un mercato globale gravato dalla sovraproduzione cinese».
Il vertice Anche di questo si parlerà, venerdì mattina, nel vertice convocato dalla presidente della Regione, Catiuscia Marini. L’invito è stato rivolto a «tutti i parlamentari eletti in Umbria, il presidente del consiglio regionale e di tutti i gruppi consiliari, gli assessori regionali, il sindaco di Terni e il presidente della Provincia di Terni, i segretari regionali di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e il segretario della Fismic». E basta.
La delegazione Ma è molto probabile che la presidente si trovi di fronte un sacco di altra gente, visto che, tanto per dire, i sindacati non sembrano intenzionati ad inviare una delegazione ‘ridotta’ ai soli segretari regionali. Perché se lo scopo dell’incontro, aveva chiarito la presidente, sarà quello di «condividere una strategia comune», fanno notare alcuni rappresentanti sindacali ternani «è chiaro che la nostra opinione dovrà contare».
I sindacati Catiuscia Marini era stata chiara: è necessario «definire, ciascuno per la propria competenza, un’azione comune che possa raggiungere l’obiettivo di assicurare all’Acciai Speciali Terni una proprietà di carattere industriale, in grado di sostenere gli investimenti finanziari necessari all’ulteriore innovazione e ad assicurare competitività alla produzione industriale di Terni così come il mantenimento dei livelli occupazionali». E i sindacati ternani condividono: «La presidente ha ragione, soprattutto quando specifica che ciascuno ha la propria competenza. Noi, infatti, vogliamo mettere a disposizione la nostra».
