di Marco Torricelli
Il «disinvestimento dalla Ast» – così lo definisce Outokumpu – è confermato. Ma siccome, sempre secondo i finlandesi, ci sarebbero state «alcune speculazioni pubbliche», la multinazionale ha deciso di uscire allo scoperto e, finalmente, parlare. Dicendo che tutto procede senza problemi. O quasi. Vista da Terni la situazione è un po’ diversa, ma tant’è.
L’annuncio «Come già comunicato – dice la multinazionale finlandese – il tempo della vendita è stato prolungato. Le condizioni delle offerte ricevute finora non sono state soddisfacenti. Outokumpu continua a lavorare intensamente con tutte le parti in causa per trovare una soluzione più in fretta possibile», e questo si sapeva. Le cose interessanti sono altre.
Salvaguardia Per preservare la competitività di Ast durante questo periodo, «Outokumpu ha accettato le richieste della commissione Ue di implementare alcune ulteriori misure di salvaguardia, predisposte per assicurare i risultati finanziari di Ast (le operazioni quotidiane di Ast non sono controllate da Outokumpu, è specificato; ndr) e la sua capacità di proseguire sul mercato senza danni dovuti dalla procedura di vendita. Il management di Ast resterà invariato e proseguirà a lavorare con le regole predisposte dalla Commissione europea per andare oltre il processo di vendita».
I servizi Outokumpu specifica che «Ast continuerà ad usare lo stesso network di servizi europei di prima e continuerà a rifornire il Tubificio di terni con i suoi prodotti, come stabilivano i precedenti accordi». Inoltre Ast è già stata autorizzata ad usare il centro di servizi di Willich per vendere i suoi prodotti unici in Germania e, come suggerito dalla Commissione europea, fornirà anche i suoi prodotti standard allo stesso centro servizi, così che Ast continui la sua espansione in Europa. In più, Ast continuerà a rifornire significativi volumi di prodotto alle branche di Outokumpu fuori Europa».
Investimenti Dopo quello che dalla Finlandia si definisce «un dialogo costruttivo con il management Ast e la Commissione», Outokumpu dice di aver «rinforzato anche la posizione finanziaria di Ast e di averle dato l’incarico di proseguire il suo programma di investimenti per il 2013, in aggiunta a quelli, per 400 milioni di euro, fatti nei passati 5 anni». Prima della vendita, è la promessa, «Outokumpu continuerà a finanziare in toto Ast, attraverso gli accordi di cash pool presi prima che la vendita fosse annunciata». Le performance finanziarie di Ast, dice Outokumpu, «nel primo trimestre del 2013 sono cresciute, nonostante le condizioni difficilissime di mercato». Un evento «incoraggiante – considerando la situazione economia europea e ancora di più italiana – e che dimostra come Ast stia mantenendo e rafforzando la sua posizione».
Le indiscrezioni La sortita di Outokumpo, probabilmente, non è casuale: gli investitori e i possibili compratori potrebbero essersi spaventati, visto che le notizie di questi giorni – con le immagini e le foto del sindaco Di Girolamo con la testa spaccata – hanno fatto praticamente il giro del mondo e la trattativa sotterranea che pare sia in corso, per far confluire le due offerte (quella della joint venture Aperam-Arvedi-Marcegaglia e quella del fondo Apollo) in una unica, potrebbe rallentare.
Le trattative Già, perché una delle cose di cui si sta discutendo è proprio questa: la ‘cordata’ industriale, che ha le caratteristiche tecniche giuste, ha presentato una proposta giudicata troppo bassa, ma ha anche innegabili problemi di liquidita, mentre gli analisti del fondo Apollo potranno anche essere incapaci di distinguere un pezzo di acciaio da uno di rame, ma sono pieni di soldi. Se si riuscisse a farli mettere insieme – è il ragionamento che si è fatto – magari si ottengono più soldi con la vendita. Ma le manganellate e le polemiche proprio non vanno d’accordo con gli investimenti in borsa.
Il piano europeoE poi c’è da capire cosa c’è, davvero, nel piano europeo dell’acciaio, che sta per essere presentato. Anche su questo, peraltro, c’è un po’ di confusione: si diceva che sarebbe stato discusso l’11 giugno, ma pare che non sia così. In quel giorno sarebbe, sì, in programma la sua presentazione, ma da parte del vice presidente della Commissione europea, Antonio Tajani, alla stampa internazionale. Il dibattito politico inizierebbe solo una decina di giorni dopo, o forse di più. Lo stesso Tajani si era detto pronto ad incontrare la delegazione ternana/regionale che si sta organizando per raggiungere Strasburgo e venerdì è arrivata anche la dichiarazione di disponibilità, per un incontro, da parte del Commissario europeo per la concorrenza, Joaquín Almunia.
La telefonata Il vicepresidente strategico di Outokumpu, Matti Louhija, venerdì mattina ha chiamato il sindaco, Leopoldo Di Girolamo. Il manager della multinazionale finlandese ha espresso vicinanza e solidarietà al sindaco e Di Girolamo, dopo averlo ringraziato, ha «manifestato la necessità che la vicenda del passaggio di proprietà del sito di Terni si delinei in tempi brevi e che in questa fase lo stabilimento non venga penalizzato in termini di produzione, mercato e investimenti». Di Girolamo ha ribadito «che in città e nella regione la preoccupazione è molto alta e che il buon nome di Outokumpu è anche legato alla positiva e qualificata soluzione di una vicenda che altrimenti rischia di ingenerare ulteriori tensioni».
